La sazietà si misura con gli occhi

Tali conclusioni arrivano dopo uno studio, pubblicato sulla rivista “Obesity Research”, che ha visto 54 pazienti adulti cimentarsi con una “strana” scodella di zuppa. Gli scienziati della University of Illinois hanno infatti servito, a metà dei partecipanti al test, una scodella capace di riempirsi continuamente, attraverso un tubicino nascosto sotto il tavolo. Al termine dei 20 minuti stabiliti per l’esperimento, i ricercatori hanno poi constatato che i soggetti con la scodella “senza fondo” avevano ingerito il 73% di zuppa in più, rispetto agli individui con un contenitore non modificato. La discrepanza tra le calorie ingerite dai due gruppi di volontari era di ben 113 calorie, anche se i soggetti con la scodella “senza fondo” non risultavano più sazi e soddisfatti degli altri. Brian Wansink, a capo dell’equipe di ricerca, ha così illustrato il risultato ottenuto: “A quanto pare le persone usano i loro occhi e non i loro stomaci per contare le calorie”. L’esperimento della University of Illinois di Urbana-Campaign dimostra così l’importanza del fattore visivo nell’alimentazione. Secondo il professor Wansink basterebbe quindi qualche piccolo accorgimento per prevenire l’assunzione di quantità di cibo in eccesso rispetto al nostro fabbisogno giornaliero. Quando si seguono diete o si ha la tendenza ad ingrassare, sarebbe quindi utile “impacchettare” il cibo in porzioni equivalenti ad un pasto, in modo tale da soddisfare il “fabbisogno visivo” del nostro cervello. Come sottolinea Wansink, ciò potrebbe rivelarsi particolarmente utile e funzionale nel caso i soggetti interessati ad un regime alimentare controllato siano dei bambini.

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