La scienza copia i reality: bebè sarà spiato

Il film, tanto originale quanto inquietante, torna ora prepotentemente d’attualità dopo la notizia di un nuovo studio del Media Lab – Massachussett Institute of Technology (MIT) di Boston. Il ricercatore Deb Roy ha infatti annunciato, alla rivista scientifica New Scientist, che "spierà" i primi tre anni di vita di suo figlio, un neonato di appena 9 mesi. Il progetto, denominato "speech home", mira a comprendere i processi legati all’apprendimento del linguaggio. E per farlo Deb Roy ha pensato bene di coinvolgere tutta la sua famiglia, mettendola sotto stretta osservazione con un complesso sistema di telecamere e microfoni.La ricerca garantisce comunque qualche ora di intimità, precisamente 12 su 24, ma nessun giorno di "riposo". Le telecamere si attivano dalle otto del mattino alle venti di sera e vengono spente solo nei momenti in cui va necessariamente preservata la privacy della famiglia. Trascorsi i tre anni, il ricercatore avrà così a disposizione un’immensa quantità di dati relativi alle esperienze del bambino, a partire dai primi esercizi vocali, fino ad arrivare ai primi dialoghi.Quanto basta per permettere a Roy e ad un gruppo di psicolinguisti di analizzare i processi dello sviluppo linguistico del bambino, nella speranza di capire se l’acquisizione delle capacità di utilizzare un linguaggio "fluente" sia semplicemente il risultato dell’ascolto oppure abbia radici di tipo genetico.

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