La scomparsa della Lady di ferro: si chiude un’epoca dopo la morte della Thatcher

Margaret Thatcher death celebrations in Brixton, London

Si è da pochi giorni spenta Margaret Thatcher,che nonostante avesse ricevutonel 1990 il titolo di Baronessa di Kesteven, era nota a tutti come la Lady di ferro. Tale appellativo derivava dalla forza e dalla risolutezza con la quale era riuscita a fronteggiare situazioni molto complicate come la recessione economica, la guerra delle Falkland-Malvinas e i continui scioperi dei minatori inglesi.

Durante tutta la sua vita, e ancor di più durante la carriera politica e i tre mandati da Primo Ministro (è stata l’unica donna nella storia britannica ad aver ricoperto tale ruolo), ha saputo dividere il mondo politico e l’opinione pubblica a causa delle sue scelte rigorose e delle sue idee insieme conservatrici e liberiste.

L’unico piccolo segnale di debolezza “Maggie” lo ha lanciato solo quando ha dovuto lasciare la sua residenza in Downing Street nel 1990: aveva il viso rigato di lacrime mentre entrava nell’auto che l’avrebbe portata via da quella che era stata casa sua per oltre undici anni.

La politica di Iron Lady è stata assolutamente contraddittoria: da un lato i suoi ammiratori ritengono che abbia aiutato l’Inghilterra a diventare una potenza economica; dall’altro i suoi detrattori la accusano di aver creato un forte classismo e allargato il divario tra ricchi e poveri. Ancora oggi, dopo ben ventitré anni dalla sua uscita dalla scena politica, tali controversie sono ancora aperte e si ritiene che molti problemi dell’Inghilterra siano ascrivibili a provvedimenti Thatcheriani di allora.

Ed ecco che il riflesso di tali polemiche si ripercuote su ciò è avvenuto mercoledì 17 aprile: il funerale della Thatcher sarà in pompa magna, costerà circa 12 milioni di euro e sarà un “funerale cerimoniale con onori militari”, in sostanza avrà tutti gli onori e il prestigio di un funerale di stato ma senza passare per la burocrazia e l’autorizzazione del Parlamento. Inutile dire che questa scelta ha suscitato lo sdegno di molti laburisti che sostengono che non si possa paragonare la Lady di ferro a Winston Churchill (unico primo ministro al quale è stato tributato un funerale di stato nell’ultimo secolo). Il deputato Healy, infatti, sostiene che “Churchill unificò il paese, mentre Thatcher lo divise”.

A questo si aggiunga la decisione dello speaker della Camera dei Comuni, e membro del partito conservatore, John Bercow che ha comunicato al Parlamento la scelta di tenere in silenzio le campane del Big Ben (che suonano ogni quindici minuti sin dal 1859) durante tutta la durata della cerimonia funebre. L’ultima volta che si era preso questo tipo di decisione fu in occasione dei funerali di Winston Churchill, appunto.

L’atmosfera non è più calma al di fuori dei palazzi del potere; per le strade le manifestazioni per celebrare la morte della “strega” sono tantissime, la più accanita a Trafalgar Square dove lo scorso sabato oltre 3000 tra ex-minatori, anticapitalisti e studenti si sono riuniti cantando cori contro “Maggie” e brindando alla sua scomparsa. Questa manifestazione era stata “promessa” nel 1994 dal gruppo anarchico Class War il quale aveva giurato che avrebbe festeggiato in piazza il sabato successivo la morte di Iron Lady.

Come se non bastasse, una delle hit in ascesa nelle classifiche musicali inglesi è il brano, tratto dal musical “il Mago di Oz”, “Ding Dong! The witch is dead” (La strega è morta).

Il dubbio che resta è se la fine di una vita umana vada rispettata a prescindere oppure se sia consentito far esplodere i propri rancori sopiti quando il “nemico” non c’è più.

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