L’Aci auspica il ritorno degli incentivi per le auto

Gelpi si è così espresso in apertura della 66esima "Conferenza del Traffico e della Circolazione", organizzata dall’ACI a Riva del Garda (TN). "L’automobile continuerà ad essere sempre la protagonista della mobilità, nonostante le profezie su un futuro che la vuole superata – ha dichiarato il presidente dell’Aci -. L’auto rimane infatti la scelta preferita per gli spostamenti: 800 milioni di veicoli oggi circolanti nel mondo diventeranno 2 miliardi nel 2030. Soprattutto in città, dove vive il 50% della popolazione del pianeta, servono più veicoli a basso impatto ambientale e un nuovo equilibrio tra il trasporto pubblico e quello privato".Considerazioni che si inseriscono in uno scenario che lascia poco spazio ad interpretazioni: con 61 veicoli ogni 100 abitanti, il nostro Paese ha l’indice di motorizzazione più alto del mondo dopo gli Stati Uniti. In alcune centri come Roma, Latina, L’Aquila e Potenza si registrano, infatti, fino a 70 auto ogni cento residenti."L’Italia che si muove – ha continuato Gelpi – sconta tre criticità che senza idonei provvedimenti diverranno irreversibili: l’anzianità del parco veicolare (il 37% delle auto ha più di 10 anni di età, con evidenti ripercussioni per l’ambiente e la sicurezza stradale); l’arretratezza della rete infrastrutturale del Paese (il 15% del tempo passato in auto nelle aree metropolitane è inutilmente sprecato nella ricerca di un parcheggio); un sistema di trasporto pubblico che non riesce a soddisfare la domanda di mobilità degli italiani".A proposito di incentivi, Gelpi sottolinea però che questi devono inserirsi in una politica di misure integrate e coordinate a livello nazionale ed internazionale. "In quest’ottica – spiega il presidente Aci – va rilanciato lo sviluppo di servizi e infrastrutture".Come sottolineato dal Rapporto "L’automobile del III° millennio", realizzato dalla Fondazione Caracciolo – Centro Studi ACI e presentato in apertura della Conferenza, si va poi diffondendo una nuova sensibilità degli italiani verso un uso responsabile e sostenibile del proprio veicolo, sospinta anche dagli ultimi incentivi che hanno convinto le famiglie all’acquisto di oltre 1,4 milioni di auto nuove, nel 90% dei casi in sostituzione di veicoli più vecchi, inquinanti ed insicuri.Secondo lo studio, le facilitazioni governative hanno fornito un impulso determinante al processo di ottimizzazione del parco veicolare, favorendo la diffusione di auto più a misura di città (la cilindrata media delle nuove immatricolazioni si è ridotta dell’8,6% negli ultimi 5 anni e le emissioni medie di CO2 sono calate del 5,7% dal 2007), con alimentazioni attente all’ambiente e maggiormente corrispondenti alle reali esigenze degli automobilisti che rinunciano agli optional superflui pur di risparmiare (nel solo 2009 la vendita di auto "low cost" è aumentata del 150%).La domanda crescente di nuove vetture a basso impatto ambientale non può tuttavia prescindere da una più capillare rete distributiva di gpl, metano e biocarburanti. Le vetture elettriche – per le quali sono previste quote di mercato fino al 30% nel 2030 – non possono affermarsi senza la reale diffusione di punti e colonnine di ricarica, magari con sistemi di cambio delle batterie in una stazione di servizio con tempi paragonabili a quelli di un normale rifornimento. Gli italiani conoscono bene i vantaggi nelle spese di gestione dei veicoli a gpl, a metano o ibridi, e sono anche disposti a sostenere un maggior esborso per l’acquisto di tali tipologie di auto in presenza di facilitazioni economiche statali, ma devono poter contare sulla certezza di fruizione del mezzo nel tempo e su tutto il territorio nazionale."La diffusione di nuovi veicoli – ha concluso Gelpi – si può rilanciare solo con misure di contenimento delle spese di acquisto e di gestione dell’auto. E’ necessario intervenire sui costi e sui tributi, con una fiscalità ridotta e più equa. Il bollo – nell’attesa che venga abolito nel corso della legislatura, come da proposta che noi condividiamo – deve tornare ad essere tassa di circolazione e non più di proprietà, pagata in proporzione ai chilometri percorsi e in base alle emissioni di CO2. Una soluzione che può essere subito operativa con il ricorso alla tecnologia satellitare".

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