L’aereo X-43A raggiunge Mach 10

L’annuncio della riuscita dell’operazione è stato dato da Leslie Williams, portavoce dell’ente spaziale americano Nasa, senza però precisare i dati ufficiali, che verranno resi pubblici solo in un secondo momento. Vincent Rausch, direttore del programma X-43A, lascia invece trasparire maggiore emozione: “è una tappa storica nella storia dell’ aviazione”. L’aereo X-43A “Scramjet” è un modello sperimentale montato su un razzo Pegasus che, trasportato da un B-52 modificato, viene “distaccato” a 33 mila metri di quota. Grazie a un autoreattore supersonico, il prototipo ha raggiunto una velocità di 11.265 km orari. L’X-43A è un velivolo senza pilota a bordo e trae l’ossigeno direttamente dall’aria, senza ricorrere cioè a serbatoi di ossigeno liquido, com’è invece prassi per i razzi usati fin’ora. Il raggiungimento della soglia di 10 Mach, rappresenta la conclusione dello sviluppo di questo prototipo, costato all’ente spaziale americano oltre 230 milioni di dollari, investiti in circa 10 anni. Al termine del volo-record, il velivolo, che non verrà recuperato, si è inabissato nell’Oceano Pacifico. L’X-43A è l’ultimo modello nato della famiglia “X”, tra gli anni ’50 e ’60, l’X-15 fece la storia dell’aviazione inaugurando l’era del volo “ipersonico”. L’X-15 debuttò nel 1959 e terminò le sue missioni ne1968, dopo ben 199 prove di volo, raggiungendo nel 1967 il record di Mach 6,7. L’X-43A non è però paragonabile al predecessore X-15, in quanto il modello degli anni ’60 aveva un motore a razzo ed era comandato da un pilota. Per la Nasa si tratta di un importante successo, dopo le varie vicissitudini occorse al progetto Space Shuttle.

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