Lampedusa: Cadaveri senza patria, la strage dei disperati.

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La spiaggia, le onde silenziose e centinaia di cadaveri, ammassati come fossero detriti portati dal mare, ripresi da telecamere ed usati da fazioni politiche d’ogni sorta. Parliamo di uomini, donne  gravide e bambini, non parliamo di numeri o di semplice immigrazione clandestina ma di rifugiati di guerra senza patria.

La strage in questione è avvenuta alle prime luci dell’alba del 3 ottobre, quando il barcone con a bordo 500 persone, proveniente dalle coste Libanesi, ha preso fuoco e si è ribaltato a largo di Lampedusa. Lo scafista tunisino che conduceva l’imbarcazione è stato trattenuto tempestivamente dalle forze dell’ordine e dovrà rispondere a capi d’accusa quali omicidio plurimo e favoreggiamento.

Come ha affermato il capo di stato Giorgio Napolitano, nella sua recente intervista a Cracovia : “è l’asilo, che non è migrazione, è diverso, è l’asilo politico al centro della nostra attenzione“. Tali parole sono state la risposta alla polemica, mossa dai giornalisti, sulla scarsa capacità dell’Italia nel respingere gli immigrati clandestini.

Il ministro dell’interno, Angelino Alfano, è stato tempestivamente inviato dal presidente Enrico Letta sull’Isola. Il ministro ha posto l’accento su quanto il problema in esame fosse d’interesse europeo e non solo italiano. Josè Barroso, presidente della commissione UE, si recherà il 9 ottobre a Lampedusa, per costatare di persona l’entità della tragedia e tentare di comprendere, insieme all’unione europea, come poter arginare la situazione.

A discapito dei defunti prosegue il dibattito sulla tanto discussa legge Bossi-Fini.  Il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, ritiene che le polemiche siano un’inutile spreco di tempo. A suo avviso, sarebbe più opportuno focalizzare l’attenzione sul perché il barcone sia riuscito a raggiungere le coste che, a quanto pare, risultavano sprovviste di navi pattuglia.

In giornata è stato istituito  a palazzo Chigi un tavolo di tecnici, presieduto dal sottosegretario Filippo Patroni Griffi, per discutere di eventuali modifiche al diritto d’asilo, seguendo alcune direttive che provengono direttamente dall’UE.

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