L’appetito? Questione di neuroni

Per le sue ricerche, Luquet si è avvalso di alcuni topi da laboratorio, in quanto questi roditori si distinguono per un sistema che regola l’appetito molto simile a quello degli uomini. Senza alcuni specifici neuroni, infatti, i topi adulti hanno smesso di mangiare, perdendo rapidamente peso. Come sottolineano gli esperti, l’assenza di questi neuroni si riflette solo sull’appetito e nel caso specifico di individui adulti. In topi appena nati, infatti, il cervello riesce a "compensare" la mancanza di questi neuroni, mantenendo l’appetito su livelli standard. Secondo Luquet ed i suoi collaboratori, i segnali che riguardano la fame e la sazietà riguardano una zona del cervello che comprende circa 5.000 cellule in una regione chiamata nucleo arcuato. Diversi tipi di ormoni, come l’insulina, la leptina e la ghrelin inviano infatti segnali al nucleo arcuato sullo stato del fabbisogno di calorie e nutrienti ed il cervello elabora tali informazioni per decretare se esista o meno la necessità di ingerire nuovo cibo. I due tipi di neuroni coinvolti nel processo sono i POMC e gli NPY/AGRP, i primi capaci di ridurre la sensazione di fame (i topi che difettano di POMC mangiano fino all’obesità) ed i secondi, invece, di stimolare l’appetito.

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