Lavorare con lentezza

Ribellione o semplice apatia, questo non è dato saperlo, sta di fatto che per i ragazzi serviva evadere e spesso questo significava canne, concerti nei parchi (riprodotto un concerto degli Area di Demetrio Stratos) o l’amore in Renault 4. E’ il 1976 e ci troviamo a Bologna, la storia ruota attorno alla realtà di Radio Alice, una delle prime radio private italiane. I protagonisti delle vicende sono due giovani di un quartiere popolare (Tommaso Ramenghi, Marco Luisi), una giovane avvocatessa (Claudia Pandolfi) che fa volontariato tra i poveri, un tenente dei carabinieri (Valerio Mastandrea) incaricato di controllare la forza eversiva della radio ed i ragazzi che lavoravano per Alice. La trama è abbastanza semplice e parla di due ragazzi sui 20, Sgualo e Pelo, che possono solo sognare una via d’uscita dal quotidiano grigio e opprimente. Qualche volta per ovviare alla cronica mancanza di denaro fanno qualche “lavoretto” per un ricettatore locale, Marangon. Questa volta, però, Marangon propone loro qualcosa di diverso, scavare un tunnel nel sottosuolo del centro. Obiettivo: la Cassa di Risparmio di Piazza Minghetti. I due, non senza tergiversare, accettano la rischiosa impresa. Per vivacizzare le lunghe ore notturne di “lavoro”, i due portano nel tunnel una radiolina. Contro ogni logica, trovano una stazione: Radio Alice. Una notte i due decidono di andare alla sede dell’emittente e inizia così per i due ragazzi l’avventura in un mondo nuovo, eccitante. “Dare voce a chi non ha voce” era lo slogan di Radio Alice ed è proprio qui, con tutta la forza del periodo, che nasce un film che è qualcosa di più di un affresco dei contraddittori anni ’70. Famiglie e politici, impegnati e completamente assorti dai dibattiti e dalle incongruenze del periodo storico, si sovrapponevano alla realtà giovanile trascurata e ribelle che spesso andava ad identificarsi in movimenti giovanili. Ed è anche attraverso il rifiuto del lavoro e di una vita fatta di sacrifici che i giovani inscenavano la loro protesta. Ecco che “Lavorare con lentezza”, che oltre ad essere il titolo del film è anche quello di una canzone di Enzo Del Re ( musica di apertura di Radio Alice), assume la forza della disdascalia di un’epoca. Guido Chiesa e i “Wu Ming” in questo film provano a riassumere gli aspetti che caratterizzavano il panorama degli anni ’70, anni bui che con i loro problemi si riflettevano soprattutto sui ragazzi, ma lo fa attraverso gli occhi di una realtà, come la radio libera, che racchiude in se tutta la crescente voglia di evasione vissuta dai giovani con l’impegno personale e collettivo. Un film che sfiora fatti ed avvenimenti dell’epoca, trattati con la voglia di vivere di chi un sogno se lo è creato.
Flavio S.

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