Legambiente: Belluno la città più sostenibile

E’ quanto emerge da "Ecosistema Urbano 2008", l’annuale ricerca sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia di Legambiente e dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia. Se le politiche urbane sembrano migliorare, secondo i ricercatori non è ancora abbastanza da invertire la generale tendenza di criticità ambientale. Metà dei capoluoghi di provincia italiani presenta infatti livelli d’inquinamento allarmanti, il trasporto pubblico urbano è sottoutilizzato, la raccolta differenziata dei rifiuti solo al nord ha raggiunto standard accettabili Nel "grigiore" diffuso, in testa alla classifica della quattordicesima edizione di Ecosistema Urbano c’è però la veneta Belluno che supera, con buon margine, Bergamo e Mantova, rispettivamente seconda e terza. Corona così una rimonta dal tredicesimo posto dell’anno passato, dal quindicesimo di due anni fa, e addirittura dal quarantaduesimo posto nell’edizione 2005 del rapporto.Un risultato frutto sì di buone performance in alcuni dei settori chiave ma soprattutto di una conferma di dati già "positivi nel contesto di generale livellamento verso il basso del Paese". Belluno infatti vince grazie alle buonissime prestazioni registrate sugli indicatori relativi ai rifiuti. Il risultato migliore è quello della raccolta differenziata che raddoppia da un anno all’altro, passando dal 27% al 55%. Scende la produzione pro capite (dai 481 kg per abitante dell’anno scorso agli attuali 381) che valgono al capoluogo veneto il secondo posto nella graduatoria dedicata dietro a Isernia. La città si piazza invece 61esimo nella nuova graduatoria relativa all’ozono. Ci sono poi le performance non brillantissime negli indicatori relativi alle politiche energetiche (36esimo posto) e alle rinnovabili e al teleriscaldamento dove ottiene qualche punto solo nel solare termico (0,13 metri quadrati di pannelli installati su edifici comunali).Ma le ombre più evidenti tra le prestazioni bellunesi sono le due mancate risposte: quella sulla percentuale di perdite della rete idrica (che appanna un po’ il buon livello raggiunto nei consumi idrici) e quella sulla capacità di depurazione. Belluno è infatti l’unico capoluogo a non aver fornito il dato sulla percentuale di reflui depurati. Se Belluno vince, fanalino di coda è Ragusa (già ultima nell’edizione 2003), che è preceduta nell’ordine da Oristano (100esimo), Frosinone (101esimo) e Benevento (102esimo).

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