Leptina: meno fame e più memoria

La scoperta dei ricercatori della Dundee University ha rivelato come quest’ormone sia capace di accrescere la capacità di comunicare tra le cellule dell’ippocampo che presiedono ai meccanismi della memoria. Tale processo è già noto con il nome di "potenziamento a lungo termine". Per quanto riguarda l’ippocampo, va infatti ricordato che si tratta di una zona del cervello associata alla motivazione, al controllo delle emozioni e, appunto, alla memoria. Rivelando l’esistenza di un rapporto tra i livelli di leptina e le capacità di memoria e apprendimento, gli scienziati britannici hanno così provato che esiste un’ulteriore rapporto tra l’obesità e le capacità mnemoniche. Con i prossimi studi, i ricercatori dovranno però chiarire in quale modo la leptina agisca sui meccanismi della memoria e con quale portata. In attesa di una "pillola" che consenta di sfruttare questa nuova scoperta, il consiglio è quello di mangiare qualche gelato in meno e di segnarsi sull’agenda di tenere sott’occhio gli sviluppi della ricerca.

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