L’estate dei terremoti, più di 3000 scosse. Ma cosa succede?

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Solo nel mese di luglio è stata raggiunta la quota di 2874 scosse, circa il doppio del 2012. Evento preoccupante o fenomeno naturale?

Ad un primo impatto questo dato potrebbe spaventare, ma dobbiamo davvero prepararci al peggio?
Prima di saltare alle conclusioni bisogna considerare molti fattori, innanzitutto l’orogenetica dell’Italia che si trova in una zona molto attiva dal punto di vista montuoso, soprattutto al centro-sud dove la dorsale appenninica, colonna vertebrale del nostro paese,  spinge verso Nord-Est e le Dinaridi, gruppo montuoso della regione balcanica, verso Sud-Ovest. In pratica la nostra penisola è posta proprio sulla zona di collisione tra due placche tettoniche, lo spostamento delle quali genera le  faglie che fanno tremare il nostro Paese.

Dunque quello che accade è un evento del tutto naturale, ma perché le scosse sono raddoppiate? A spiegarlo sono le parole degli scienziati dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) che rassicurano sul fatto che le scosse non sono aumentate, quello che è cambiato è la sensibilità e la precisione dei sismografi.

Niente panico quindi, l’aumentare delle scosse è solo “un segno che la rete ha funzionato bene e che migliora di anno in anno” dice il dott. Alessandro Amato Dirigente di Ricerca dell’ INGV.

Anche i governatori delle regioni si affrettano a rassicurare la cittadinanza, sottolineando come la macchina della Protezione Civile sia pronta ed efficiente e possa controllare la situazione in tempo reale tramite la rete dei monitoraggi. Garanzie vengono date anche sulla tenuta e la stabilità degli edifici costruiti con criteri antisismici.

In definitiva non bisogna preoccuparsi, ma se si dovesse avvertire una scossa un po’ più forte del normale la popolazione deve agire con senso di responsabilità seguendo le regole : è necessario dunque evitare di usare ascensori, ripararsi sotto architravi o – se possibile – allontanarsi dalle abitazioni, non generare allarmismo e non intasare le linee telefoniche.

Solo con la collaborazione di tutti: cittadini, autorità competenti e Protezione Civile, in caso di una vera emergenza, è possibile agire tempestivamente per limitare i danni.

 

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