Lezioni di stupro dall’India

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I reati di natura sessuale, sono sempre più numerosi: ogni 26 minuti nel mondo, viene denunciato un abuso.

Considerando che in molte nazioni la violenza sessuale non è disciplinata, tantomeno punibile, 7 donne su 10,  sono vittime del reato, secondo una ricerca promossa dall’Onu.

Negli ultimi mesi, in India, sono diventate sempre più numerose le manifestazioni popolari che reclamano interventi e misure più efficaci per contrastare l’incontrollabile  fenomeno che ha riempito le prime pagine delle cronache mondiali.

A dicembre Nirbhaya,  una giovane indiana, è stata vittima di un brutale stupro di massa; è deceduta qualche giorno dopo, a causa delle gravi lesioni riportate. In India, la legge difende la privacy delle vittime di violenza sessuale, rispettando l’anonimato. Nirbhaya è lo pseudonimo attribuito alla giovane vittima deceduta, per tutelarne la privacy. Gli episodi di cronaca indiana, hanno denunciato  la violenza sessuale subita da una bambina di 7 anni nei bagni di scuola; delle molestie ricevute da una turista durante il soggiorno in albergo, e di altre vittime che negli ultimi mesi hanno subito violenze sessuali.

Il Parlamento indiano, non ha potuto ignorare le polemiche e le proteste per i crimini che si sono verificati e ha promosso misure più severe per contrastare il fenomeno.

La difficoltà nel combattere i reati di violenza sessuale, è stata confermata dal giudice  Saghir Ahmad  ”Purtroppo una donna nel nostro paese appartiene ad una classe sociale, penalizzata da diversi ostacoli e impedimenti sociali, ed è quindi vittima della tirannia di uomini che, purtroppo, ai sensi della Costituzione godono di uno status privilegiato”, e dal giudice Arjit PasayatMentre un assassino distrugge la struttura fisica della vittima, uno stupratore degrada e contamina l’anima di una donna indifesa“.

Il 19 marzo è stata approvata con grande clamore, la Criminal Law Bill , la legge anti-stupro.

Con la nuova norma, i reati di violenza sessuale, sono punibili con una condanna non inferiore a 20 anni (precedentemente erano 7-10 anni) di reclusione, per reati occasionali, e con l’ergastolo nei casi più gravi. E’ prevista inoltre, la pena capitale, per la violenza sessuale che provoca la morte della vittima.

Le novità della norma, sono rappresentate dall’intollerenza, e quindi punibilità, per reati di molestie, stalking e aggressioni con l’acido; nonché nel consenso alle attività sessuali di qualsiasi tipo, esteso ai 18 anni di età.

La legge anti-stupro promossa dall’India, è un provvedimento forte e chiaro, in ambito legislativo, per contrastare e controllare i reati di violenza sessuale. L’intolleranza di uno Stato, noto per le discriminazioni sessuali, per  i traffici di bambini e la prostituzione, assume una importante valenza culturale ed etica.

La legge anti-stupro, è una rivoluzionaria lezione sociale che dovrebbe sensibilizzare ed essere imitata da parte di tutti quelli che vengono definiti paesi civili.

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