L’incantesimo di Jorge Mario Bergoglio, in arte Papa Francesco

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Lo scaltro Pontefice – o semplicemente Francesco - diventa il promotore di una machiavellica campagna mediatica fin dai primi secondi della sua avventura papale, quando dalla finestra di piazza San Pietro pronuncia la sua prima parola da guardiano del regno di Dio, uno storico quanto sobrio “Buonasera”, prima di coniare la non meno gradita “fine del mondo” in riferimento alla sua patria che, lungi dall’essere una velata critica all’operato del governo guidato da Cristina Kirchner (criticata da Bergoglio in un recente passato), intendeva semplicemente collocare al di sotto dell’equatore.

A pochi giorni dalla sua elezione (sfiorata anche nel conclave che alla fine vide prevalere Ratzinger), i media già considerano Bergoglio unrivoluzionario e con devozione dedicano a lui titoli ossequianti che neanche il più rispettato tra i Capi di Stato possa aspettarsi. Ce l’ha fatta, ha conquistato i fedeli, il pubblico televisivo e addirittura i laici e gli scettici: Francesco è diverso, cambiarà la Chiesa in meglio. Un tripudio di plausi lo attende anche all’annuncio – tanto pubblicizzato ed evidenziato dai mezzi di informazione – delle scelte stilistiche inerenti ad abbigliamento ed accessori: indosserà scarpe normali e il metallo del crocifisso non sarà sfarzoso quanto quello dei colleghi. Gesti che, volendo essere puntigliosi, nel mondo dei comuni mortali passano inosservati e talvolta giudicati. Ma Francesco è diverso, lui fa la rivoluzione.

La novità più recente riguarda l’uso dei mezzi di comunicazione. Francesco usa il telefono per mettersi in contatto con persone sfortunate al fine di confortarle. L’ignoto criterio di preferenza adottato per la selezione del destinatario telefonico ha portato il Pontefice a chiamare una donna vittima di stupro e la madre di un imprenditore assassinato. Senza dubbio un gesto carino che dà luogo alla speranza dei milioni, miliardi di persone sofferenti speranzose in una sua telefonata. Intanto, in attesa che passi Godot, non resta che venerarlo dagli schermi televisivi o dalle pagine dei giornali, mentre si continua a vivere quella stessa misera vita che rende Papa Francesco, un uomo tra tanti, così eccezionale ai nostri occhi.

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