L’intima essenza di Budapest

Buda conserva ancora intatta una struttura urbana d’impronta medievale. Dopo
l’invasione dei Mongoli nel XIII secolo, fu eretto il castello, chiamato semplicemente la Fortezza e considerato una delle più importanti strutture difensive dei monarchi magiari. La corte illuminata del sovrano Mattia Corvino ne fece una delle maggiori fucine artistiche europee. Da vedere la meravigliosa biblioteca e la chiesa che porta il suo nome. Consigliato perdersi tra le vie della città vecchia.
E’ qui che Buda offre il suo lato migliore. Le facciate barocche sapientemente restaurate, i piccoli negozi di antiquariato che offrono accoglienza e oggetti curiosi e raffinati, i numerosi ristorantini mai troppo caotici, i caffè dove gustare gli ipercalorici dolci ungheresi. Passeggiare tra le viuzze è
d’obbligo e consente anche un approccio più intimo con la città. Ammirare dal Bastione dei Pescatori il Danubio che scorre lento regala attimi di pace e tranquillità. Ecco,
Budapest ha attivato i suoi potenti mezzi di seduzione. E’ ora di scoprirne degli altri. I mosaici e le decorazioni liberty del Gellèrt sono imperdibili. Costruito tra il 1912 e il 1918 è uno dei più bei palazzi della città. La propria fama non deriva solo dalla sua architettura, ma anche dalle virtù delle terme. Già i turchi nel 1500 avevano scoperto le proprietà
dell’acqua. Ricche di sodio e di calcio, ad una temperatura costante di 38 gradi, curano infiammazioni articolari. Da ammirare la piscina coperta, che con le sue colonne di marmo scolpito, ci riporta ai fasti di un tempo non lontano. Vale la pena impiegare una giornata intera alla cura di se stessi, con un bagno turco, oppure una nuotata in una delle vasche, magari concedendosi un massaggio. La magnificenza degli interni, i ricchissimi mosaici, la perfezione delle maioliche, il tutto fuso in uno stile liberty assolutamente impeccabile fanno di questo hotel, un giardino di delizie. Punto d’estremo interesse da non perdere è il Museo di Belle Arti. Una splendida collezione che attira numerosi visitatori. I tesori esposti vanno dal famigerato
“Madonna Esterhàzy” di Raffaello ai fiamminghi, dagli olandesi ai francesi con in particolare Delacroix. Imperdibile la serie di opere degli spagnoli: El Greco o Goya che farebbero invidia al Museo del Prado. Pest è la parte più vivace e quella più amministrativa. Attraversata da ampi viali, regala visioni di edifici realizzati nello stile proprio di questa città: un liberty rivisitato e influenzato da elementi islamici e orientali. Bellissimi negozi si susseguono nella zona pedonale. Le porcellane Herend sono un sogno di eleganza e di ricercatezza, anche se i prezzi proibitivi consentono questo lusso solo a pochi. Passeggiare e gustarsi il primo sole di primavera è concesso a tutti. Immergersi negli splendori del passato con una cena da Gundel: il più raffinato ristorante della città? Perché
no. Grazie ad un ristoratore americano che l’ha rilevato, oggi Gundel ha riaperto le porte e vanta una clientela di tutto rispetto. Possibile prenotare il grande salone di cristallo, riservato solitamente agli ambasciatori. Dopo cena una passeggiata di notte sul lungo fiume.
L’armonia delle sagome dei tetti di Buda e la Galleria Nazionale Magiara sapientemente illuminata. La dolcezza
dell’aria è rinfrancante. Il parlamento in lontananza. Mi fermo in una panchina. Due innamorati si baciano. La luna si riflette nelle acque del Danubio che scorre lentamente.
Andrea Lanari

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