L’inventiva italiana e l’oligopolio telematico

Basti infatti pensare che, nello sviluppo di soluzioni open source, già nel 2002 la comunità italiana era, per numerosità, la quarta a livello mondiale subito dopo la Francia, la Germania e gli Stati Uniti e che nell’universo dei blog (indagine Technorati dell’aprile 2007) l’italiano è la quarta lingua parlata a livello mondiale dopo il giapponese, l’inglese e il cinese. Non solo soggetti privati, ma anche enti come i comuni hanno una presenza online importante. Ma tante soggettività tecnologiche e innovative non portano a risultati altrettanto entusiasmanti in termini di sistema, di Paese.A tal proposito, il Censis sottolinea che la percentuale di mercato per la banda larga detenuta da aziende monopoliste o ex monopoliste spesso è ancora abbastanza elevata, e in Italia è pari al 69%, subito dopo la Cina nella quale raggiunge l’83%, e prima di Spagna (al 55%) e Germania (al 51%). Dei quattro operatori di telefonia mobile, dove abbiamo un record mondiale di diffusione, tre sono saldamente in mano ad aziende che hanno la testa all’estero. L’UMTS ha fruttato molto allo Stato nell’asta per le concessioni, talmente tanto che i concessionari non hanno poi investito per realizzare il servizio. Inoltre i dati Ocse al 2007 evidenziano come nella diffusione dell’ADSL l’Italia sia in ritardo rispetto agli altri Paesi e va diffondendosi soprattutto in ambito urbano.In un panorama simile, appare dunque necessario completare il "network dell’innovazione" composto anche da chi fa trasferimento tecnologico (i transformers), da chi finanza l’innovazione (i financiers) e da chi fa da facilitatore ed elemento di connessione tra questi attori (i brokers). Da non sottovalutare anche la situazione dei media, dove vige un sistema "duale" che oggi appare "un po’ inceppato": da un lato un sistema di emittenti locali e nazionali e di testate giornalistiche variamente ramificate sul territorio che assomma circa 2.700 soggetti, sempre quasi sotto la linea della visibilità e dall’altro grandi soggetti, oligopolistici, ben visibili e dominanti sulla scena nazionale.

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