L’Italia dei cellulari

Dall’indagine denominata Yearbook 2004 si delineano i tratti del fenomeno ” telefonino” nell’Unione Europea, con il 91% dei cittadini italiani che possiede un apparecchio cellulare, seguiti da paesi come la Svezia ( patria della Ericsson), Finlandia (casa di Nokia) e Lussemburgo. Uno studio che conferma le impressioni di tutti i giorni, dove basta recarsi in un luogo affollato per udire la sinfonia delle suonerie. Un trend, quello della telefonia, in forte crescita, se si considera che nel periodo preso in esame, dal 1998 al 2002, il numero di utenti che usufruiscono del servizio, è addirittura triplicato. Fa specie il quadro generale della situazione, con Spagna all’83%, Regno Unito all’85% e con paesi vicini, e con economie solide come Francia e Germania, rispettivamente con un livello di diffusione del cellulare del 63% e del 72%. Un primato, quello italiano, che va di pari passo con la legge della domanda e offerta, una logica di mercato che ci vede primeggiare anche a livello di tariffe telefoniche, questa volta in peggio. In Italia abbiamo infatti le tariffe più care rispetto a tutto il resto dell’Unione Europea, con costi neanche lontanamente paragonabili a paesi come Svezia e Lussemburgo, che pure sono a noi vicini come livello di diffusione. Il cellulare è quindi un fenomeno “europeo” in forte e costante crescita, con noi italiani a guidare la classifica nel bene e nel male. Andando per strada e guardando la bolletta, verrebbe da chiedersi se la Polonia, con 36 persone su 100 che possiedono un cellulare, non stia meglio di noi o per lo meno, non sia “schiava” come noi dell’amato-odiato telefonino.

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