Living Planet Report: risorse sino al 2050

Il progetto, frutto di un lavoro durato ben 2 anni, ha portato alla luce due indicatori dello stato di salute del nostro pianeta: l’Indice del Pianeta Vivente (Living Planet Index) e l’Impronta ecologica. E’ così emerso che "Siamo in un debito ecologico estremamente preoccupante, considerato che i calcoli dell’impronta ecologica sono per difetto". Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia, ha dichiarato: "Consumiamo le risorse più velocemente di quanto la Terra sia capace di rigenerarle e di ‘metabolizzare’ i nostri scarti. E’ tempo di assumere scelte radicali per quanto riguarda il mutamento dei nostri modelli di produzione e consumo. Siamo tutti consapevoli che i cambiamenti necessari per ridurre il nostro impatto sui sistemi naturali non saranno facili, ma si basano su straordinarie qualità umane: la capacità di innovazione, la capacità di adattamento, la capacità di reagire alle sfide. E’ da come impostiamo oggi la costruzione delle città, da come affrontiamo la pianificazione energetica, da come costruiamo le nostre abitazioni, da come tuteliamo e ripristiniamo la biodiversità, che dipenderà il nostro futuro".Per quel che riguarda l’Italia, nella classifica mondiale è al 29 posto per l’impronta ecologica. Purtroppo, però, è all’ultimo posto tra i paesi europei, e deve quindi studiare soluzioni di sostenibilità del proprio sviluppo. Secondo quanto sottolineato dal WWF, i paesi con oltre un milione di abitanti con l’Impronta ecologica più vasta calcolata su un ettaro globale a persona, sono gli Emirati Arabi, gli Stati Uniti, la Finlandia, il Canada, il Kuwait, l’Australia, l’Estonia, la Svezia, la nuova Zelanda e la Norvegia. La Cina, a metà classifica con un 69mo posto e al centro di un vero e proprio boom evolutivo, è stato il paese scelto per il Living Planet Report. Il WWF crede, infatti, che sia vitale per il pianeta che la Cina e gli altri paesi di nuova industrializzazione perseguano il proprio sviluppo in una chiave di sostenibilità. WWF Italia, il prossimo 27 ottobre, illustrerà il rapporto presso la sede della Luiss di Roma. Il 28, inoltre, sempre alla Luiss sarranno presentate al Governo le Biodiversity Vision per Alpi e Mediterraneo.

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