L’ormone che ‘regola’ l’amicizia

E’ quanto sostengono i ricercatori del "Laboratory of Neurology and Behavior" della Rockefeller University di New York, autori di un nuovo studio pubblicato sui "Proceedings of the National Academy of Sciences". Secondo il dottor Donald Pfaff, i recettori degli ormoni che governano il comportamento riproduttivo si devono infatti trovare al posto giusto, al momento giusto, per poter interagire. Nell’esperimento, Pfaff ed i suoi collaboratori hanno testato se i recettori dell’ossitocina e della molecola della proteina kinase C (PKC) erano presenti nello stesso neurone, comparando i risultati ottenuti da soggetti maschi e femmine di topi da laboratorio. L’osservazione dei ricercatori ha portato in evidenza una differenziazione, tra maschi e femmine, della presenza della PKC, una proteina importante per il rilascio di estrogeno ed ossitocina nelle cellule. Si è così rivelato che soggetti di sesso diverso utilizzano un diverso tipo di PKC per trasmettere segnali dai recettori dell’estrogeno e dell’ossitocina. Inoltre, Pfaff ed il suo team, hanno individuato come la disattivazione (knock out) dell’ormone ossitocina nei topi femmina comporti un forte ostacolo all’interazione, sia questa di tipo materno che a livello di amicizia, denotando una maggiore aggressività nei ratti fino al mancato "riconoscimento" del proprio partner o compagno. Se per i topi femmina ciò è risultato particolarmente evidente, per i maschi, invece, esiste un altro ormone capace di compensare, almeno in parte, la mancata azione dell’ossitocina: si tratta della vasopressina.

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