L’ultimo dipinto di Baggio

Una splendida giornata di festa, un calcio che ritrova il suo splendore nel saluto commosso degli 80mila di San Siro che invocano un solo nome: Roberto
Baggio. Prende giusto il tempo di ricambiare un caloroso abbraccio di Maldini salutando i presenti e poi via negli spogliatoi, non trattiene le lacrime il “divin codino”, sa che i suoi 318 gol tra nazionale e serie A hanno fatto vibrare i cuori della gente che senza distinzione di maglia lo ama incondizionatamente. Comunque sia, quel che è sicuro è che abbiamo visto sfilare via dai campi italiani un patrimonio di classe e spettacolo che raramente ha avuto eguali nella storia del calcio. Negli anni si sono spese tutte le parole possibili per descrivere una persona unica, un giocatore eccelso, un patrimonio di tutti o semplicemente Roby, qualcosa di tanto unico e sfaccettato da lasciare in ciascuno di noi una singolarissima impronta, diversa e particolare quanto le mille emozioni provate in questi anni seguendo la sua storia sportiva e di vita. Vorremmo allora congedarci dall’uomo-giocatore unendoci al pensiero di tutta Italia con un grande e semplice “grazie”. Un ringraziamento accompagnato da un augurio: che la passione, l’umiltà e la grandezza di Roberto Baggio possano essere da esempio per le nuove generazioni, dentro e fuori dal campo. E che la magia che ha illuminato Roberto Baggio possa tornare splendente ed abbagliante tra i piedi di mille ragazzini del futuro.

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