Mare: balneabile il 96% dei siti

E’ quanto emerge dal Rapporto 2009 sulle acque di balneazione, che vede l’Italia assoluta protagonista insieme alla Grecia. A proposito di siti di balneazione, infatti, dopo l’Italia ci sono proprio la Grecia con 2088 siti, la Francia con 1968 e la Spagna con 1899. Come detto, ben il 91,43 % dei siti balneari italiani è conforme ai valori guida dei parametri microbiologici, una cifra che ci vale il secondo posto dietro a Grecia con il 97,7%.Se invece consideriamo i valori obbligatori, meno restrittivi dei valori guida, l’Italia ha una copertura del 92,8% contro una media europea del 96,3%; quest’apparente discrasia è pienamente spiegata dall’evidenza che il nostro Paese esercita un numero di controlli per chilometri di costa superiore a quello di tutti gli altri paesi europei: infatti il nostro Paese controlla tutta la costa, e non soltanto i siti adibiti alla balneazione come fa la maggior parte degli altri Stati europei, attraverso una rete di monitoraggio capillare (punti di campionamento max. ogni 2 km) ed un periodo di campionamento in assoluto più lungo (sei mesi all’anno).Un altro elemento da considerare è che l’Italia ha adottato valori limite più restrittivi rispetto agli altri Paesi europei pari a 2.000/100ml per i coliformi totali contro i 10.000/100 ml (imperativi), usati come limite da buona parte dei Paesi europei; analogamente per i coliformi fecali il valore limite adottato in Italia è di 100/100 ml, mentre il valore limite imperativo è di 2000/100ml.Inoltre il nostro Paese, al fine di tutelare la salute dei cittadini, vieta la balneazione nelle zone inquinate e ne consente la riapertura solo a seguito di risanamento ambientale ed esito favorevole delle analisi eseguite per un intero periodo di campionamento (comma 2 dell’art. 7 D.P.R.470/82). Ciò significa che, a differenza degli altri Stati Membri che non applicano i seguenti criteri cautelativi, l’Italia denuncia 302 siti come vietati alla balneazione (prevalentemente foci di fiumi).Un altro elemento esplicativo dei risultati italiani sta nella densità di popolazione costiera che è la più elevata del continente europeo e che conseguentemente porta un carico ambientale biologico necessariamente più alto.

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