Marijuana per uso medico: è scontro

Per comprendere le difficoltà legate all’impiego della marijuana per scopi terapeutici, emblematico è il recente comportamento della Food and Drug Administration americana. L’ente federale per il controllo dei farmaci ha infatti dichiarato che non esistono "prove scientifiche solide" dei benefici della tarapia, dopo aver però commissionato, nel 1999, uno studio sull’uso medico della marijuana. Svolto da illustri scienziati dell’Institute of Medicine, tale ricerca aveva infatti evidenziato un’azione "moderatamente adatta" ad alcune situazioni di dolore causate da chemioterapia e deperimento da Aids.Mentre l’Institute of Medicine conferma i dati di quello studio, la decisione dell’FDA di schierarsi dalla parte del "no" non ha mancato di risollevare la discussione che, l’anno passato, ha visto la Corte Suprema decidere per lo stop agli spinelli, sia come droghe che per uso terapeutico. Tale decisione, inoltre, si è andata a scontrare con quella degli stati americani dove l’uso a scopo terapeutico era stato autorizzato. Mentre la comunità scientifica americana resta quindi incredula sulla nuova posizione dell’FDA, non manca invece chi, come il simbolo della lotta alla droga John Walters, riafferma la bontà della decisione dell’ente. Ciò che emerge è quindi un clima di forte incertezza, su un tema così delicato da dividere le stesse istituzioni del paese.

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