Maturità 2009: alla larga dalle smart drugs

Un articolo pubblicato sull’Almanacco della Scienza, la rivista del Cnr, segnala infatti che se in passato per resistere alle nottate sui libri gli studenti si limitavano ad aumentare la dose quotidiana di caffè, confidando nelle sue proprietà stimolanti, oggi in prossimità di una prova d’esame alcuni fanno ricorso ai cosiddetti nootropi (dal greco noos=mente e tropein=verso) o "cognitive enhancers", prodotti in grado di aumentare le capacità cognitive."Questa categoria comprende svariate sostanze psicoattive – spiega Anna Lisa Muntoni dell’Istituto di neuroscienze (In) del Cnr di Cagliari -, sia di sintesi che naturali (metilfenidato, destroanfetamina e modafinil), efficaci non solo nei pazienti con disturbi neurologici o cognitivi, per i quali sono nate, ma anche in persone sane. In pratica, l’uso delle ‘smart drugs’ migliora i processi cerebrali che sottendono l’attività mentale come attenzione, concentrazione, percezione, apprendimento, memoria, linguaggio, motivazione, capacità organizzativa e decisionale".Tali sostanze rappresentano però un rischio per la salute, in quanto per la maggior parte di tali droghe non si conoscono gli effetti a lungo termine nei soggetti sani. "In generale, disturbano i meccanismi del sonno – precisa la ricercatrice dell’In-Cnr – vanificando dopo qualche giorno la loro azione e mettendo a repentaglio la memoria. Altri effetti collaterali sono rappresentati da diminuzione dell’appetito, perdita di peso, ansia e irritabilità, fino ad arrivare alla dipendenza".

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