Maturità: gli scritti a rischio annullamento

Le due associazioni – che hanno impugnato al Tar del Lazio le prove scritte – chiedono quindi di "non valutare tutte le prove scritte limitando il giudizio agli orali e al giudizio del consiglio di classe formulato per l’ammissione".Nel ricorso, sotto accusa sono la prima prova di italiano, dove la poesia di Montale è stata definita come ispirata e dedicata ad una figura femminile sostenendo che “il ricordo della donna è condensato nel suo viso e nel sorriso" e addirittura chiedendo di sviluppare, partendo dal testo, ‘il ruolo salvifico e consolatorio della figura femminile’; mentre nella seconda prova, il testo greco che hanno dovuto tradurre i diplomandi del liceo classico era mancante di un pronome (TI), mancanza che ha snaturato il testo e reso ovviamente ostica la traduzione. Quanto alla prova di lingua inglese che hanno dovuto sostenere gli Istituti turistici, anche questa era disseminata di errori."Le gravi inesattezze contenute nelle due prove scritte – spiega il Codacons – rappresentano non solo una palese ingiustizia e una manifesta disparità di trattamento, ma anche una violazione delle leggi in materia di esami (art. 3, comma 6, della legge 425/97 così come modificata dalla l. 1/2007, e dm 23 aprile 2003, n. 41)". Sempre Codacons e Associazione per i diritti civili nella scuola hanno convocato il Ministro dell’Istruzione Gelmini dinanzi al Tar, chiedendo al dicastero un risarcimento danni pari a 500 euro a studente, per un totale di 248.318.500 euro.

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