Medici, sconti e farmaci generici

Ne è emerso che nel Belpaese, su 75 pazienti che volessero curare un semplice
mal di denti con un farmaco generico, solo 38 riescono a ottenere il medicinale
più economico. Su 75 medici solo 21 hanno infatti indicato il farmaco
equivalente; dei restanti, 21 hanno prescritto un farmaco di marca non
sostituibile; dei 33 farmaci sostituibili indicati dai medici, solo 17
farmacisti ne hanno proposto la sostituzione. Allo stesso modo risulta
scarsamente applicata la nuova normativa che prevede la possibilità di scontare
i farmaci da banco: solo 4 su 74 farmacie hanno effettivamente applicato la
riduzione del prezzo, altre 16 hanno proposto la sostituzione con un farmaco
meno caro. I medicinali a prezzo contenuto, generici o equivalenti, stentano
quindi a prendere piede in Italia, purtroppo anche a causa di scarsa sensibilità
dimostrata da medici e farmacisti. La legge 149/2005 ha comunque riportato alla
ribalta il tema dei prezzi dei farmaci in fascia C, quelli a totale carico dei
cittadini, prezzi tenuti alti da un mercato immobile, dominato da una situazione
di monopolio della distribuzione.
Secondo
Altroconsumo, quindi, il primo passo
fatto con la nuova normativa può dirsi positivo, ma occorre proseguire sulla
stessa strada con maggiore incisività. L’associazione ha già messo a punto
alcune proposte utili a migliorare la situazione italiana, che vanno dalla
revisione della fascia C alla rielaborazione del meccanismo di formazione dei
prezzi dei farmaci, dalla liberalizzazione dei canali di vendita all’abolizione
del diritto di esclusività della vendita di OTC, aprendo al canale della grande
distribuzione.

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