Mel Gibson, nel futuro c’è solo la regia

Queste le parole pronunciate da Gibson alla presentazione del nuovo film ambientato in epoca Maya: "Ho recitato nel cinema per 30 anni. Fare il regista è molto più divertente e io sono un megalomane, mi piace stare dietro la telecamera. Se recitassi in questo film avrei solo da perdere". Parlando di "Apocalypto", recitato in lingua Maya, il regista si è poi soffermato sull’importanza delle tradizioni linguistiche e sull’immotivata discriminazione che spesso si portano dietro coloro che parlano un particolare idioma, magari antico come quello Maya. Per Gibson, il legame tra film e lingue antiche sembra comunque essere diventato un marchio di fabbrica della nuova carriera da regista. "Apocalypto" segue infatti le orme de "La passione di Cristo", pellicola co-scritta, prodotta e diretta nel 2004, ed interpretata in lingua aramaica, ebrea e latina. "E’ ambientato prima della conquista – spiega Gibson su Apocalypto – non ci sono facce europee, per questo stiamo arruolando soprattutto indigeni ed attori messicani". Indicato come un mix tra un film epico ed un thriller, "Apocalypto", tra mistero e tradizione, dovrebbe comunque contare su numerose scene d’azione.

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