Meno smog con l’olio di colza

Il biodiesel è un carburante derivato dall’esterificazione degli oli vegetali ottenuti da colture come il colza e il girasole ed è molto diffuso in Francia, dove il premier Raffarin ha addirittura annunciato di voler triplicare nei prossimi tre anni il contingente defiscalizzato. Un obiettivo che, secondo l’Associazione dei coltivatori, potrebbe essere perseguito anche in Italia dove si dovrebbe prevedere nel 2010 un consumo di 800.000 tonnellate annue di biodiesel secondo la Direttiva 30/2003 emanata dall’Unione Europea che prevede una sostituzione progressiva dal 2% al 5,75% del totale consumo di carburante con biocarburanti. Per raggiungere tale traguardo occorrerebbe raddoppiare ad almeno 400.000 tonnellate l’anno il contingente annuo di biodiesel in esenzione di accisa fissato dalla legge finanziaria a 200.000 tonnellate. Con la coltivazione di 350.000 ettari di colza e girasole, in grado di produrre 0,85 tonnellate/ettaro di biodiesel puro è possibile ottenere 300.000 tonnellate di biodiesel che, integrate nel carburante al 5%, assicurerebbero ad oltre 3 milioni di auto, in Italia, l’autonomia per un intero anno (20.000 km). Si tratterebbe di un modo per evitare il diffondersi dell’illegalità con il carburante fai da te, fenomeno che sta già diffondendosi in alcune regioni del nord Italia, senza disperdere il vantaggi che questo tipo di alimentazione delle autovetture comporta all’ambiente e alla riduzione nei consumi dei combustibili fossili.

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