Milano: Valentina, la forma del tempo

Ispirata all’attrice Louise Brooks, Valentina incarna una sorta di "spirito del tempo" della società italiana attraverso i grandi cambiamenti degli anni sessanta, settanta e ottanta. A cinque anni dalla scomparsa di Guido Crepax, la mostra si pone per la prima volta l’obiettivo di analizzarlo dall’interno. Scavando a fondo nei ricordi e nei reconditi della mente che, come ogni ambiente borghese che si rispetti è rigorosamente rappresentata da una casa e suddivisa in stanze. Ogni stanza rappresenta un diverso modo di intendere e vivere il tempo. La forma del tempo ovvero il tempo nelle sue diverse forme, perché esso non è mai univoca unità di misura.Tra gli aspetti distintivi e innovativi di questo allestimento, la multimedialità (con elaborazioni video, punti interattivi e ambienti sonori che riproducono e amplificano l’attualità delle invenzioni linguistiche di Crepax e il suo ininterrotto dialogo col cinema), e una particolare relazione con il visitatore (che, grazie alle gigantografie dei disegni sulle pareti, alla proiezione di immagini e a speciali invenzioni interattive danno l’impressione di entrare fisicamente nello straordinario mondo creato dalla fantasia di Crepax). La mostra è articolata in sezioni tematiche (stanze), in cui le tavole originali dei fumetti si alternano a elaborazioni e interpretazioni multimediali. Queste le stanze: Nel corso del tempo; Il tempo reale: a Milano, lo studio di Valentina; Oltre il tempo: dal sottosuolo allo spazio; Il tempo onirico; Il tempo ritrovato; Il tempo della memoria: lo studio dell’autore e la sua passione per le citazioni; Sala Video; Il tempo della storia; Il tempo dei giochi.

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