Million dollar baby, dal 18 febbraio

Per un attimo sembra di rivedere il “Joe” forte e sornione di “Per un pugno di dollari” (Sergio Leone, 1964) proiettato dietro una cinepresa, quasi distaccato, ma mai così presente nella realtà degli avvenimenti. Una pellicola coinvolgente ed una storia intrisa dei caratteri forti ed emozionanti di “Mystic River” (2003) e di “I ponti di Madison County” (1995), fanno poi il resto. Nel film Clint Eastwood è Frankie Dunn, una vita passata sul ring come allenatore e manager di alcuni pugili straordinari. La cosa più importante che insegna ai suoi pugili è la stessa che governa la sua vita: prima di tutto, proteggere se stessi ( citazione: “A volte per tirare un colpo vincente bisogna arretrare, ma se arretri troppo non combatti più”). In seguito alla dolorosa rottura con sua figlia, Frankie ha sempre evitato di affezionarsi troppo a qualcuno. Il suo unico amico è Scrap (Morgan Freeman), un ex-pugile che manda avanti la palestra e sa che sotto quella scorza ruvida c’è un uomo che va a messa quasi tutti i giorni da 23 anni, cercando un perdono che in qualche modo continua a sfuggirgli. Un giorno però, entra nella sua palestra Maggie Fitzgerald (Hilary Swank). Maggie non ha mai avuto molto dalla vita, ma ha una cosa che pochi hanno: sa quello che vuole, ed è pronta a fare di tutto pur di ottenerlo. Tra mille difficoltà è sempre andata avanti con la forza del suo talento, della sua incrollabile determinazione e della sua straordinaria forza di volontà. Ma quello che più desidera è trovare qualcuno che creda in lei. L’ultima cosa di cui invece ha bisogno Frankie è quel tipo di responsabilità, con i rischi che comporta. Lo dice a Maggie, e a brutto muso: è troppo vecchio per allenare, e comunque non allena ragazze. Ma chi non ha scelta non si arrende di fronte a un no: Maggie non vuole o non può rinunciare, e si sfinisce tutti i giorni in palestra, incoraggiata solo da Scrap. Alla fine, conquistato dalla sua grande determinazione, Frankie accetterà di allenarla. Incoraggiandosi o esasperandosi a vicenda, in un’altalena di alti e bassi, i due finiranno per scoprire un’affinità che trascende il dolore e le perdite del passato, e troveranno l’uno nell’altro il senso della famiglia che avevano perso. Quello che non sanno è che li aspetta una battaglia che esigerà da entrambi più coraggio di quanto ne abbiano mai avuto. Un film emozionante, mai scontato, che vive sul filo della forza e della fragilità, questo è “Million dollar baby”. Il cast è poi una sicurezza, la voce rassicurante di Morgan Freeman e la prestanza di un’ottima Hilary Swank, insieme a Maggie Fitzgerald e Jay Baruchel, si calano perfettamente nel contesto creato dalla regia di Clint Eastwood, oramai una certezza assoluta sia nei panni di attore che di regista. Sembra inutile tessere le lodi di un film candidato a sette premi Oscar e favorito, con “The Aviator” di Martin Scorsese, per la vittoria finale nella categoria “Miglior Film”, basta recarsi al cinema. “Million dollar baby” arriva nelle sale italiane dal 18 febbraio, su distribuzione 01 Distribution.

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