Moby Prince, Concordia, Jolly Nero: i disastri marittimi

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Genova, 7 Maggio 2013 ore 23: la nave Jolly Nero si schianta contro la torre di controllo dei piloti del porto di Genova. Il bilancio delle vittime è pesante: 8 morti ed un disperso. Mentre la citta di Genova piange le sue vittime, la mente di ogni italiano non può che tornare indietro a ricordare le vittime di altri disastri marittimi che hanno scritto un paragrafo nero della marineria italiana.

Livorno, 10 Aprile 1991 ore 22:25: il traghetto Moby Prince con a bordo 141 persone va in collisione con la nave cisterna Agip Abruzzo. Dal rogo successivo all’urto tra il traghetto e la petroliera morirono 140 persone, in quella che è stata la piu’ grande tragedia che abbia colpito la Marina mercantile italiana dal secondo dopoguerra. L’unico superstite, il mozzo Alessio Bertrand, raccontò di essersi salvato camminando sui cadaveri, vagando per i percorsi della nave rovente come sui sentieri rocciosi dell’inferno.

Isola del Giglio, 13 Gennaio 2012 ore 21:45: la nave crociera Costa Concordia timonata dal Comandante Francesco Schettino incaglia sugli scogli delle Scole. A bordo erano presenti 4200 persone tra equipaggio e passeggeri. Anche in questo caso il bilancio delle vittime fu pesante: 32 morti.

Queste tragedie hanno messo in discussione la grande storia della Marineria Italiana. Una storia scritta da quei marinai italiani che nel Medioevo , spesso al servizio di altre nazioni, sfruttarono le loro innate capacità e le loro conoscenze nautiche effettuando ardite esplorazioni. Le Repubbliche Marinare, i cui stemmi ora sono parte della bandiera della Marina Mercantile Italiana, simbolo dell’Italia che basò la propria economia sui trasporti marittimi.

Ed ora? Come spiegare questi disastri? Errore umano, avaria ai motori: se n’è parlato a lungo delle cause di questi incidenti, purtroppo se n’è parlato troppo. Troppo per le famiglie delle vittime che attendono tuttora una risposta. Una risposta difficile da dare, difficile da trovare. Nessuno sa ancora spiegarsi perchè quella notte il Jolly Nero si trovava vicino alla torre di controllo dei piloti, così come nessuno sa spiegarsi come su 141 persone solo una è sopravvissuta a quell’incendio propagatosi sul Moby Prince. Fatalità, destino.

Lo scrittore Antonio Baricco in alcuni suoi versi recita: “Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa’ anche ridere, alle  volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste,  divora navi, regala richezze, non da’ risposte, e’ saggio, e’ dolce, e’ potente,  e’ imprevedibile.”  Ed è proprio così.  Il mare non da risposte. Quel mare che ti da e che ti toglie allo stesso momento. Non serve parlare, non serve ripetere ciò che molti hanno detto in questi giorni. La Marineria Italiana ha bisogno di andare avanti guardandosi alle spalle ed evitare che queste tragedie accadano ancora, riscrivendo ancora capitoli gloriosi della storia del nostro paese.

 

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