Multa per spam: patteggiati 900.000 dollari

Sia il mittente che il titolo delle e-mail inviate mascheravano infatti il carattere puramente pubblicitario dei messaggi stessi. La formula utilizzata era tanto semplice quanto efficacie: le e-mail lasciavano intendere che si trattasse di una lettera personale, una sorta di consiglio inviato da qualche fantomatico amico. Come se non bastasse, gli utenti che cadevano nel tranello sarebbero stati invitati a segnalare alcuni indirizzi di posta elettronica dei propri conoscenti in cambio di alcuni "premi". Sfruttando l’ingenuità dei navigatori meno esperti, la Jumpstart avrebbe così esteso a dismisura il numero di nominativi ai quali inviare ulteriori messaggi di spam per promuovere il proprio business e quello di alcuni dei suoi clienti. La pratica messa in atto dalla società di San Francisco non è però passata inosservata agli occhi della Federal Trade Commission, che ha convocato in udienza l‘azienda di marketing. Ed è proprio durante la prima giornata del processo, tenutasi il 22 marzo scorso, che la Jumpstart Technologies LLC ha scleto di patteggiare, fissando alla cifra di 900.000 dollari la maxi multa da pagare.

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