Napoli- Una donna ammazza il marito e tenta di uccidersi: “Mi aveva trasmesso una malattia”

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A Torre del Greco, una cittadina alle falde del Vesuvio, una donna di 41 anni, Maria Carmela Panariello ha aggredito e ucciso il convivente di 57 anni, Tommaso Egger e ha provato a suicidarsi. L’episodio drammatico ha riguardato non solo la coppia ma anche i due figli gemelli che hanno trovato il corpo esanime del padre sul letto e che hanno rischiato la loro giovane vita proprio a causa di chi li ha messi al mondo.

La ricostruzione dei fatti

Sono circa le 4 quando, secondo la ricostruzione dei carabinieri, Maria Carmela litiga pesantemente con il compagno Tommaso e lo colpisce prima con un ferro da stiro alla testa e poi con un grosso coltello da cucina dritto al cuore. Tommaso muore quasi all’istante e viene trasportato sul letto dalla donna che, richiudendo la porta, cerca di calmarsi in attesa del rientro dei due figli che erano al mare. Una volta rientrati i due dodicenni hanno chiesto del padre e la madre, poco convincente, ha detto loro che stava riposando. Non convinti dalla madre, però, i due ragazzi hanno aperto la porta della camera da letto dove il padre giaceva esanime e da lì è scoppiata l’ira di Maria Carmela che ha cercato di strangolare il figlio maschio, salvato poi dall’intervento provvidenziale della sorella. I due ragazzi sono scappati, in preda al panico e hanno chiamato immediatamente i soccorsi mentre Maria Carmela cercava, invano, di tagliare il tubo della bombola di gas dell’appartamento. Dopo una folle corsa sul tetto per suicidarsi, la donna è stata fermata da un poliziotto che l’ha poi scortata in caserma.

Le motivazioni dell’incidente

Le cause di questo folle gesto restano ancora misteriose ma pare che, all’origine, ci sia stata la folle idea della donna di avere un male incurabile trasmessole dal marito e che, per contatto, poteva essere trasmesso anche ai figli. Sicuramente siamo dinnanzi ad un caso di disagio psicologico che, però, non può di certo giustificare una simile strage familiare in cui, a pagare le conseguenze, alla fine sono sempre i ragazzi. Ad oggi i due dodicenni sono in affidamento, ma un episodio del genere non potrà mai essere dimenticato e resterà come macchia indelebile durante tutta la loro vita.

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