Nasce il World Community Grid

Un progetto dedicato alle ricerche genetiche contro le gravi malattie, alla previsione di calamità naturali e agli studi contro la carestia e la siccità. Il programma, che dovrebbe avere un bacino potenziale di oltre 10 milioni di partecipanti, sarà a breve illustrato da Sam Palmisano, amministratore delegato di IBM, con la collaborazione dell’Onu, dei ricercatori della Mayo Clinic, dell’Università di Oxford e del Sudafrica. A coloro che aderiranno all’iniziativa, verranno assegnati dei software capaci di funzionare in rete, quando il Pc non è in uso per altre applicazioni, in modo tale da essere sfruttati per elaborare dati utili alla ricerca. Il programma è scaricabile dal sito del World Community Grid, all’indirizzo: www.worldcommunitygrid.org. Per Linda Sanford, vice presidente dell’esecutivo IBM e Presidente dell’Advisory Board del World Community Grid, il progetto rappresenta un nuovo modello di organizzazione filantropica: “La gente desidera veramente contribuire, e non tutti possono farlo con il danaro. Questo genere di progetti dà alla gente la possibilità di farlo e di decidere come”. I dettagli dell’iniziativa verranno illustrati all’Università Rockfeller di New York, dove per l’occasione verranno presentati anche i 16 membri del comitato, incaricati della selezione dei progetti di ricerca del “World Community Grid”. Il primo obiettivo di ricerca, già selezionato dal comitato, sarà quello dell’identificazione della struttura genetica delle proteine che possono causare malattie. Il progetto che sfrutta l’elaborazione inutilizzata dei computer non è del tutto nuovo, già SETI, la ricerca sull’intelligenza extraterrestre, negli anni 90 si faceva promotore di un’iniziativa simile, basata sulla diffusione, a mezzo Internet, dei dati astronomici relativi alle analisi radio-telescopiche. Certo, ora le finalità sono ben diverse.

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