Nasce IPTV, la Tv è online

La nuova IPTV nasce con lo sviluppo della banda larga (Adsl e fibra ottica), sempre più veloce ed affidabile, per un servizio che richiede una connessione di qualità. La televisione via Internet è in continua crescita e la curiosità verso questo sistema di trasmissioni è forte in tutta Europa, basti pensare che in Francia, la compagnia Iliad ha visto aumentare del 77% i suoi introiti, solo nel primo semestre di quest’anno. In Italia l’unico operatore di telecomunicazioni che già offre l’IPTV è Fastweb con il pacchetto ‘triple play’ Megalinea, a cui si dovrebbe aggiungere, entro la fine di quest’anno, anche Wind, con la Tv Adsl. Diversa la strada intrapresa da Telecom Italia, che proprio di recente ha annunciato l’accordo con Microsoft per la sperimentazione dell’IPTV, attraverso l’installazione presso i propri laboratori della piattaforma del colosso di Redmond. Una scelta di attesa, ma non per questo meno strategica per Telecom Italia, che per il momento punta forte sul portale Rosso Alice, come fa notare il direttore marketing di Telecom Italia, Massimo Castelli. Gli approcci delle varie aziende che si occupano di telecomunicazioni sono molto diversi, ciò non toglie che l’IPTV rappresenti il futuro della televisione, un futuro che Multimedia Research Group (Mrg) ha cercato di inquadrare nel suo rapporto: “Iptv Business Case and Global Forecast 2004-2007″. Per la Tv via Web si prospettano scenari da favola, con un giro d’affari stimato attorno agli 8,5 miliardi di euro, contro i 330 milioni del 2003. Lo sviluppo della nuova tecnologia IPTV è strettamente legato a quello della banda larga, che nel prossimo futuro potrà garantire un servizio di tipo “unicasting”, contro l’attuale “broadcasting”. Con l’aumentare della velocità e della qualità di trasmissione attraverso Internet, sarà infatti possibile adattare i palinsesti Tv ad ogni singolo utente (unicasting), a differenza del sistema televisivo odierno che ha come target la massa del pubblico (broadcasting). In previsione di questi scenari, sia i fornitori di contenuti che i produttori di hardware e software dovranno adattare i loro prodotti alla nuova realtà televisiva, sostituendo le attuali tecnologie con prodotti interattivi, come il nuovissimo Windows Media Center di Microsoft. Per il momento, il digitale terrestre e quello satellitare rappresentano un giusto compromesso verso la futura Tv on-demand, che dovrebbe trovare la sua consacrazione nell’IPTV. Ancora lontano dall’avere una grande diffusione, ma già non mancano le critiche al sistema di tipo “unicasting”. Sul “Building public value” (il manifesto della tv del futuro), pubblicato dalla Tv di stato britannica Bbc, sono espressi tutti i dubbi e i timori sulla perdita del ruolo sociale e culturale della Televisione come “trait d’union” tra i diversi strati della popolazione. Con la programmazione personalizzata infatti, la Tv rischierebbe di perdere il suo ruolo centrale, come mezzo d’informazione e di identità nazionale. In attesa di ulteriori sviluppi, all’utente non resta che stare a guardare… la Tv, sia chiaro.
Flavio S.

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