Natale 2005, vince la tradizione

Per quel che riguarda panettoni e pandoro artigiani, di cui si prevede una vendita pari a 120.000 quintali, i prezzi oscillano tra 16 e 20 euro al Kg, mentre per il torrone, altro prodotto natalizio, il costo va da 10 a 13 euro al Kg. La produzione italiana può contare su circa 20.000 pasticcerie artigiane e 54.000 addetti, ma non è sempre facile distinguere panettoni e pandori artigiani e tradizionali. Bisogna infatti prestare attenzione alla forma (a fungo, con la cupola che deborda dall’involucro di carta per i panettoni, a tronco di cono con sezione a stella ottagonale per i pandori), alla crosta (screpolata per il panettone, assente nel pandoro), al colore (deciso ma non bruciacchiato per il panettone, giallo per il pandoro), al sapore (tipico privo di retrogusto e note acide per il panettone, delicato e quello caratteristico di burro e vaniglia per il pandoro).
Per scegliere i veri prodotti artigiani, attenzione anche all’etichetta con gli ingredienti. Panettone e pandoro devono contenere: farina, uova, zucchero, burro, uva sultanina, frutta candita, lievito naturale, aromi naturali (in aggiunta, anche miele, vaniglia, cioccolato). Il torrone deve invece contenere: miele, zucchero, acqua, uova, aromi naturali, mandorle, nocciole (in aggiunta, anche frutta secca, cioccolato, cialda). Se invece siete stufi di panettoni, pandoro e torrone, e volete riscoprire le specialità tipiche, ecco
un elenco curato da Confartigianato
su cosa offrono le regioni italiane:
VALLE D’AOSTA: Pere a sciroppo servite con crema di cioccolato e panna montata (pere cotte con zucchero, vaniglia, chiodi di garofano, acqua e vino rosso, ridotte a sciroppo e Caffè Mandolà molto robusto alle mandorle tritate e le tegole pasticcini secchi).
PIEMONTE: Torta di nocciole e zabaglione e torrone d’Alba.
LIGURIA: Pandolce (impasto di farina, uvetta, zucca candita a pezzetti essenza di fiori d’arancio i pinoli pistacchi semi di finocchio latte e marsala).
LOMBARDIA: “Pan di Toni”, ovvero il panettone.
TRENTINO: Strüdel e zelten
VENETO: Pandoro, i torroni di mandorle ed i biscotti secchi.
FRIULI VENEZIA GIULIA: Gubana (impasto di noci, mandorle, uvetta, miele, vino e rhum, avvolto in fragrante sfoglia).
EMILIA ROMAGNA: Panone di Natale di Bologna (a base di farina, mostarda di mele cotogne, miele, cacao, cioccolata fondente e fichi secchi).
TOSCANA: Cavallucci e ricciarelli.
MARCHE: Pizza de Nata’ (pasta di pane con frutta secca, uvetta, cioccolato in polvere, limone e arancio grattugiati, fichi e zucchero).
UMBRIA: Panpepato (farina, noci, cioccolato fondente, mandorle, scorza di arancia candita, uva passa, miele, pinoli, nocciole, pepe macinato e vino rosso, le pinoccate fatte di zucchero e pinoli e il torciglione serpentello di pasta dolce con mandorle).
LAZIO: Pangiallo (impasto di frutta secca e canditi con farina, miele e cioccolato).
ABRUZZO: Calgionetti fritti (panzerottini dolci con marmellata d’uva nera detta scurchjiata, maritata con noci tritate, mandorle triturate, mosto e cacao) e scrippedde. 
MOLISE: Calciuni a base di farina, vino, castagne lessate, rhum, cioccolato, miele, mandorle, cedro candito, cannella, uova e vaniglia. 
CAMPANIA: Struffoli, Pastiera, Roccocò.
PUGLIA: Carteddate (fritte a forma di rosa e guarnite con miele o mosto) e i porcedduzzi (gnocchetti disposti a piramide con miele e zuccherini colorati).
BASILICATA: Calzoncelli (panzerotti fritti ripieni di salsa di ceci o castagne lesse. 
CALABRIA: Quazunìelli (calzoncini ripieni di uva passa, noci, mosto cotto e cannella).
SICILIA: Mustazzoli a base di mandorle, cannella e chiodi di garofano, dolci di carne (vitello tritato finemente, mandorle abbrustolite, cioccolato fondente, cannella e chiare d’uovo) e cubbàita (torrone di miele con nocciole e mandorle o pistacchi).
SARDEGNA: Pabassinas (noci e mandorle tritate, uvetta, buccia d’arancia, semi di anice e sasapa, mosto cotto).

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