Navigando al centro della terra

Il tema è quello della terra cava e fu divulgato al grande pubblico nel 1864, quando Jules Verne scrisse il notissimo romanzo,
Journey to the Center of the Earth. Il libro descriveva un fantastico viaggio nelle viscere del nostro pianeta. Il racconto di Verne fu probabilmente influenzato dalla fantastica “teoria della Terra vuota” (Hollow Hearth) nata in America all’inizio del secolo XIX. Da allora una fitta trama di teorie ha attraversato la storia riuscendo perfino ad influenzare fortemente la filosofia nazista. Un’altra fonte letteraria è
“Viaggio a Shambhala” di Anne e Daniel Meurois-Givodan, in cui è ritratto un regno popolato da esseri realizzati, situato approssimativamente nell’Himalaya o nel deserto del Gobi. E’ per mezzo della proiezione della coscienza (o viaggio astrale) che i due sarebbero stati chiamati a penetrare in questo “castello del Graal” dell’umanità, da alcuni denominato Shambhalla e da altri
Regno del Prete
Gianni. Per la verità teorie sulla Terra cava circolavano in Europa già dal XVII° secolo, in particolare grazie all’opera dell’inglese
Edmond Halley, il grande pioniere scientifico, oggi noto in tutto il mondo come lo scopritore della cometa che ancora porta il suo nome. A partire dagli studi sul magnetismo terrestre, Halley ipotizzò la presenza di più poli magnetici per cui si poteva risalire alla struttura della Terra come costituita da un involucro esterno e da un nucleo interno separato. Tali geoidi concentrici possedevano ognuno il proprio asse di rotazione con i rispettivi poli magnetici Nord e Sud. I suddetti assi però dovevano essere leggermente inclinati l’uno rispetto all’altro. Si poteva spiegare, inoltre, ammettendo una leggera differenza nella velocità di rotazione, il lento spostamento della posizione del polo Nord, in quando i diversi poli, nel loro movimento, cercavano di agganciarsi l’uno con l’altro.
Forse la documentazione più interessante riguardo alla terra cava è il diario di bordo dell’ammiraglio pilota
Byrd, che sostenne di essere entrato con il suo aereo dentro ambedue i Poli, sorvolando laghi e fiumi cristallini, terre lussureggianti dove pascolavano ogni sorta di animali, compresi dei mammuth, sotto un sole tiepido e dolce. Quella dello strano ammiraglio è stata definita la più grande spedizione della storia umana, ma è anche la più censurata dalla storia ufficiale. Dalle note del suo diario di bordo, della quarta spedizione polare, si traggono alcune frasi che rivelano come egli abbia acquisita una coscienza straordinaria su tante realtà sia umane che planetarie, attraverso il suo “contatto” con quelle Civiltà Superiori.
Voci, bufale o leggende?

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it

    E se vuoi scopri e condividi anche tu le ultime notizie di Attualità:

    Ancora nessun commento

JUGO > Attualità > Navigando al centro della terra