Navigare dall’ufficio, in USA è costume

E’ quanto emerge da una recente sentenza di un tribunale americano, chiamato a giudicare il caso di un impiegato del Dipartimento per l’Educazione di New York. Il lavoratore col vizietto del Web era stato chiamato in giudizio dai propri superiori a causa del suo uso-abuso della Rete. Toquir Chouri, questo il nome dell’impiegato, è stato però scagionato in pieno dalle accuse dal giudice amministrativo incaricato del caso, in quanto non poteva essere licenziato semplicemente perché non ha commesso alcuna violazione. Secondo il "moderno" giudice statunitense, infatti, "Ormai Internet è diventato l’equivalente del giornale o del telefono, una combinazione tra comunicazione e informazione che è entrata a far parte della vita quotidiana". L’unica pena applicabile a Chouri è quindi un "rimprovero" e nulla più. E per l’Italia? Secondo alcuni esperti, se si naviga dall’ufficio, ma con moderazione, anche da noi non può essere considerato motivo di licenziamento. L’importante, quindi, è non divenire schiavi della Rete… soprattutto delle sempre più affollate community online.

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