Negramaro: Casa 69 e l’omaggio a Mia Martini

"Basso, bruttino, e un po’ cicciottello": così Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, si descrive a Vanity Fair alla vigilia del loro quarto album in studio, realizzato con i suoi cinque compagni di sempre, Emanuele Spedicato, Ermanno Carlà, Danilo Tasco, Andrea Mariano, Andrea De Rocco.Nessun dubbio sulla solidità del gruppo, che si presenta più che mai compatto all’appuntamento con il quarto album. In questi anni avete mai corso il rischio di perdervi? "Ci ha aiutato il fatto di essere stati sempre insieme, e di avere attraversato insieme tanta gavetta. Non abbiamo mai dimenticato chi siamo e da dove veniamo. Se il successo che hanno avuto i Negramaro lo avessi avuto da solo – racconta Giuliano – mi sarebbe scoppiato il cervello. La mia fortuna è avere loro, la fortuna di tutti è avere gli altri cinque. Ci diciamo tutto. Litighiamo spesso. Ci fa bene".A proposito di ego, il comico Checco Zalone l’ha imitata giocando sulla sua eccessiva voglia di protagonismo. "Rispetto e apprezzo la satira, ma è tutto falso – spiega il cantante -. Loro per me sono cinque fratelli. Lo sono così tanto che i miei due veri fratelli sono gelosi di loro".Il disco contiene 16 canzoni inedite e, nel formato digitale iTunes Lp avrà due brani in più, "Lacrime" e "Comunque vadano le cose (Scusa Mimì)". Com’è nato il pezzo dedicato a Mia Martini? "Ho pensato di chiederle scusa perché ci sono stati momenti in cui anch’io sono stato oggetto di pregiudizi – conclude Giuliano Sangiorgi -, e nonostante facessi di tutto per dimostrare che certe maldicenze erano infondate, nulla cambiava. Dovremmo tutti chiederle scusa: Mimì è morta per colpa della gente, che cazzo di morte è?".Scarica "Sing-hiozzo" o pre-ordina "Casa 69" dei Negramaro su iTunes

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