Nessun plagio, parola di Dan Brown

Secondo Baigent e Leigh, Dan Brown avrebbe copiato l’architettura del saggio da loro stessi elaborato e pubblicato nel 1982. La tesi è stata ovviamente smentita dallo scrittore statunitense, che ha affermato come The Holy Blood and The Holy Grail sia stato una delle numerose fonti consultate per la stesura del romanzo, una delle tante che negano la morte di Cristo in croce ed affermano la teoria del matrimonio con Maria Maddalena e della discendenza. Davanti ai giudici dell’Alta Corte, Brown ha inoltre sottolineato lo sforzo fatto per dare visibilità ai due autori di "The Holy Blood and The Holy Grail", per i quali è presente un riferimento proprio nel fortunatissimo romanzo "Il Codice Da Vinci". Sempre secondo Brown, le accuse formulate da Richard Leigh e Michael Baigent sarebbero frutto della "pura fantasia" e conterebbero "numerose generalizzazioni". Ad ispirare il lavoro di Dan Brown, nato il 22 giugno 1964 ad Exeter, New Hampshire, sarebbe invece stata sua moglie Blythe, che lo ha spesso accompagnato nei suoi viaggi alla ricerca del materiale per il libro e che avrebbe addirittura insistito per l’integrazione della teoria riguardante il matrimonio di Cristo con Maria Maddalena. Ad essere a rischio, oltre all’immenso patrimonio dello scrittore, è ora anche l’uscita in Gran Bretagna del film tratto da "Il Codice Da Vinci", diretto da Ron Howard ed interpretato da Tom Hanks.

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