New York. Una Brooklyn da vivere

Ebrei, russi, arabi, italiani, indiani, in una lunga carrellata che sembra farci vivere il giro del mondo in ottanta giorni in poche ore di passeggiata. I negozi si susseguono, i caratteristici ristoranti, le varie specialità. Incontrare indiane in chador colorati di seta o ebrei hassidici con le basette allungate a boccolo è del tutto naturale. Vedere questa varia umanità che vive insieme sorprende e affascina chiunque.
Negli ultimi anni alcuni quartieri di Brooklyn hanno subito una rinascita. Piccole gallerie crescono e si moltiplicano. Sembra di assistere alla trasformazione che SoHo ebbe anni addietro. Infatti, i prezzi proibitivi,
l’alta esclusività di alcune zone di Manhattan, hanno spinto gli artisti a cercare nuove opportunità a Brooklyn. Dietro le gesta di giovani artisti liberi e desiderosi di raggiungere il successo, nascono appunto piccoli laboratori artigianali, deliziose gallerie sperimentali, e di seguito nuovi bar, nuovi ristoranti, altre attività commerciali che faranno di
quest’area una zona esclusiva degli anni a venire. Se avete possibilità di investire del denaro, questo è il momento giusto! Infatti interi palazzi vengono smembrati per far posto a nuovi appartamenti e a costruzioni che assumo i toni del lusso e della nuova modernità. Consiglio vivamente di andare alla ricerca di qualche piccolo locale, magari dove suonano della buona musica e dove si può sorseggiare una birra o un bicchiere di vino senza fretta.
Da non perdere il
Brooklyn Museum. Costruito nel 1897, doveva essere il più grande museo del mondo. Anche se poi non fu mai completato, è in ogni caso una delle più ampie collezioni permanenti
d’arte degli Stati Uniti. Circa 1,5 milioni d’oggetti su una superficie di 41.805 mq. La raccolta
d’arte dei nativi americani, oggetti d’arte egizia, classica e islamica, le 28 splendide sale che riproducono gli antichi ambienti americani, la sezione pittura e scultura francese con Rodin, Matisse, Degas, Monet e Cèzanne, sono gioielli che meritano
un’attenta visita. In questo periodo è allestita una delle più belle mostre dedicate a
Jean-Michel
Basquiat. Fate una passeggiata al Botanic Garden. Maggio è l’ideale per scoprire il giardino giapponese con colline e laghetti e casa da tè. Si svolge persino un festival con cultura e cibo e musica tipici giapponesi. Una delle serre ospita la più vasta collezione di bonsai
d’America e alcuni rari alberi della foresta pluviale. Perdetevi tra i laghetti delle ninfee e il profumo delle aiuole rialzate.
Non si può mancare di percorrere a piedi il ponte di Brooklyn. E’ un indiscusso simbolo di New York. La splendida vista dello skyline che si gode dal passaggio pedonale è impareggiabile.
Un’immagine mozzafiato del “centro del mondo”. Persino lo scorrere del traffico sottostante perde il suo fastidioso potere. Si rimane inebriati dalla
silhouette di questa magnifica città. E la mente viaggia anche al World Trade Center, alla mancanza delle due torri, ai tragici fatti del 11 settembre. New York è sempre lì: viva, fiera, unica.
Andrea Lanari

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