Niente denunce, le offese fanno parte dei reality

Secondo i giudici, infatti, la partecipazione a tale tipologia di programma presuppone la consapevolezza di poter ricevere offese, in quanto il compito degli autori è proprio quello di "sollecitare il contrasto tra i partecipanti". Da segnalare che Mancini si era sentito dare del "pedofilo" da un altro concorrente per la vicinanza ad una giovane partecipante del reality.Un’offesa che ha avuto strascichi anche nella vita reale dell’uomo ma, sottolinea la Corte di Cassazione con la sentenza, quale "conseguenza della notorietà volontariamente acquisita con la partecipazione a quella trasmissione". Se partecipate ad un reality, l’unico modo per difendervi dalle offese sembra essere quello di… offendere.

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