No Anorexia: ABA si schiera contro Toscani

"La nuova campagna shock realizzata per il marchio Nolita, campagna "No Anorexia" – spiega Fabiola De Clercq, Presidente di ABA – si serve di un’immagine che non provoca effetti in chi è malato e si vede allo specchio tutti i giorni. Questo tipo di comunicazione innesca forti meccanismi di emulazione in donne, giovani e bambine che vi ritrovano un ideale da raggiungere a tutti i costi, per diventare visibili e famosi". L’Associazione coglie inoltre l’occasione per denunciare ancora una volta "il vuoto dello Stato di questo Paese che oggi, salvo in occasione delle sfilate, non prende coscienza fino in fondo, della gravità della patologia anoressico-bulimica"."Nonostante il Decreto Ministeriale del Ministro Veronesi che nominava anoressia e bulimia, malattie sociali e lasciava precise linee guida per affrontarne l’emergenza – ammonisce l’ABA – le strutture deputate alle prime cure, come il Pronto Soccorso, rifiutano i ricoveri per paura della morte delle pazienti e le ASL si rifiutano di pagare le delibere dei ricoveri nelle rare comunità specializzate". L’ABA invita infine ad una campagna di prevenzione che sensibilizzi non chi è già colpito direttamente o indirettamente dalla malattia, ma lo Stato che avrebbe il dovere di aiutare i soggetti già ammalati, l’indotto familiare coinvolto attraverso cure, prevenzione e formazione dei curanti e delle istituzioni scolastiche. "La questione – conclude la De Clerq – non può essere limitata ancora una volta alla moda!".

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