Nobel a Capecchi: soddisfazione al CNR

Il prof. Federico Rossi, vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ricorda infatti che Capecchi è stato uno dei fondatori del Campus "Adriano Buzzati-Traverso" del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Monterotondo. "Non può che essere fonte di compiacimento – spiega Rossi – rilevare che oltre a Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco, un altro Premio Nobel ha lavorato nelle nostre strutture. E’ un messaggio forte di speranza anche per tanti giovani ricercatori che lavorano con passione e dedizione".Prosegue poi il vicepresidente del CNR: "E’ anche dalle scoperte sulle cellule embrionali del prof. Capecchi che è partita la grande rivoluzione genetica che nei prossimi anni ci consentirà di realizzare 300.000 mutanti di topo, inserendo mutazioni in ogni possibile gene dei topi e coprendone così l’intero genoma". "Questa colossale impresa – conclude Federico Rossi – è possibile solo grazie allo sforzo congiunto di una rete di laboratori impegnati nella ricerca genetica che comprende appunto l’Istituto di Biologia Cellulare del CNR diretto dal prof. Glauco Tocchini Valentini, EMMA (European Mutant Mouse Archive), EMBL (European Molecular Biology Laboratory), ICGEB (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology) di Trieste. Queste informazioni preziose confluiscono poi negli archivi della grande struttura di Fimre (Federation of International Mouse Resources) permettendo agli scienziati di studiare le funzioni dei diversi geni in un organismo vivente, riprodurre le condizioni patologiche della specie umana, e accelerare la sperimentazione di farmaci destinati a combattere le più diverse malattie".

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