Nuova tecnica contro la calvizie

La tecnica è stata per ora sperimentata su un campione composto da 18 persone (tre le donne) ed ha evidenziato che i capelli “spaccati in due parti” crescono con la percentuale dell’85-90%, la stessa che si ottiene con il trapianto a capello intero. Marco Toscani, tra gli autori della ricerca, ha recentemente spiegato che ciò è possibile grazie a stereomicroscopi e pinze da microchirurgia. Con questi attrezzi da laboratorio gli scienziati sono infatti riusciti a dividere il capello, in modo trasversale, partendo dall’area del bulge, la zona del bulbo pilifero nella quale si va ad inserire l’erettore del pelo. Dopo aver effettuato questo “taglio di precisione”, la parte superiore del capello riesce a riprodurre quella inferiore e la stessa cosa avviene per quella inferiore che “ricrea” la parte superiore. Sempre secondo Toscani, il vantaggio di questa tecnica consiste nel raddoppio della massa di capelli che è possibile trapiantare, con notevoli guadagni anche sul piano estetico. E’ infatti possibile ridurre in modo consistente la cicatrice che si viene a formare nella zona donatrice posteriore oppure. Un’ulteriore alternativa consente inoltre di occupare con il trapianto una più vasta superficie calva, mantenendo le dimensioni della cicatrice che risulterebbe da un comune trapianto.

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