Obesità infantile: occorre intervento sociale

Secondo gli scienziati, l’obesità e i disturbi dell’alimentazione non sono problemi esclusivamente sanitari e "ignorarne le implicazioni socio-culturali riduce il successo di qualsiasi intervento di prevenzione". Gianvincenzo Barba, ricercatore dell’Isa-Cnr di Avellino, ha spiegato: "Stiamo parlando del toxic environment, l’ambiente in cui viviamo e che paradossalmente è il più adatto allo sviluppo di sovrappeso e obesità. L’elevata disponibilità di alimenti ad alto valore energetico e basso potere saziante, come bevande zuccherine e snack dolci o salati ha sicuramente un impatto sullo sviluppo di obesità se associato a scarsa attività fisica, condizionata da svaghi attraenti ma sedentari, e da un disegno urbano non favorevole ai ragazzi".L’invito di Barba è dunque quello a non ignorare la complessità dell’ambiente, tra le principali cause dell’obesità. A tal proposito, il progetto ARCA, uno screening dell’obesità infantile realizzato su un campione di oltre 4.000 bambini tra i 6 e gli 11 anni, ha portato a identificare alcuni aspetti "ambientali" caratteristici: tra questi, il consumo di fuoripasto ad elevata densità calorica è prevalentemente extra-scolastico e le bambine mostrano una maggiore difficoltà di accesso allo sport rispetto ai bambini.Sempre Gianvincenzo Barba poi avverte che, sebbene l’analisi sia in corso, le prime indicazioni suggeriscono che i bambini tendono a consumare porzioni sempre maggiori, pari spesso a quelle di un adulto. E’ stato poi osservato che in età infantile l’immagine corporea associata dai genitori ad un buono stato di salute è diversa per i bambini e le bambine. "I genitori – sottolinea il ricercatore – sembrano preferire una ‘maggiore rotondità’ per le femmine rispetto ai maschi: il problema è che queste bambine, una volta divenute ragazze, verranno spinte al raggiungimento di un’immagine corporea opposta, snella talora sino all’eccesso. E’ questo uno degli esempi paradigmatici di come l’obesità infantile, e i disturbi dell’alimentazione in generale, si leghino al disagio che bambini e adolescenti vivono nel corso della delicata fase dell’accrescimento". Secondo Barba, vanno quindi coinvolte scuola, famiglia e amministrazioni locali per una prevenzione non limitata agli individui ad alto rischio, ma che vada ad agire sul contesto sociale e a consolidare una educazione alla salute "multilivello" e pianificata sulle esigenze del territorio.

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it

    E se vuoi scopri e condividi anche tu le ultime notizie di Attualità:

    Ancora nessun commento

JUGO > Attualità > Obesità infantile: occorre intervento sociale