Obesità, per il cuore contano i centimetri

Ad esempio, un girovita che abbia registrato un aumento di circa 14 centimetri, fa letteralmente raddoppiare le probabilità di soffrire di problemi cardiovascolari, con una percentuale di rischio che passa dal 21 al 40%. Il dato emerge dallo studio Idea, un’indagine internazionale che ha coinvolto oltre 170.000 individui adulti in dieci grandi aree del pianeta, Europa ed Italia comprese. La ricerca, presentata a Milano, è stata condotta da medici di medicina generale di tutto il mondo, con l’obiettivo di registrare la diffusione dell’obesità addominale a seconda delle zone di rilevazione. Solo in Italia, nelle giornate del 25 e 26 maggio scorsi, i pazienti "misurati" sono stati oltre 7500. Ne è emerso che il rischio di contrarre malattie cardiovascolari raggiunge il 40% in relazione ad un aumento del girovita di 14 centimetri per gli uomini e di 14,9 per le donne. Un indice che diventa ancora più rilevante se vengono superate le celebri soglie "limite" della circonferenza della vita, stabilite a livello internazionale e rese note in Italia dal ministero della Salute lo scorso anno: 102 centimetri per gli uomini e 88 per le donne. La correlazione tra il girovita, ovvero grasso addominale, e il rischio cardiovascolare, è così evidente da risultare indipendente sia dall’età che dall’indice di massa corporea. Ricordiamo, infine, che per misurare la circonferenza della vita è necessario prendere come riferimento la zona a metà tra l’ultima costola ed il bacino.

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