Obesity Day: dagli USA le prime risposte

L’iniziativa, che quest’anno ha per tema "Parliamo ancora di obesità e alimentazione", non poteva non interessare da vicino anche la Coldiretti, la principale Organizzazione Agricola a livello nazionale. In occasione delll’Obesity day del 10 ottobre, infatti, Coldiretti ha scelto di commentare l’impegno delle principali industrie multinazionali a ridurre il contenuto di grassi, zucchero e sale negli snacks venduti nelle scuole americane assunto dopo la battaglia condotta dalla William J. Clinton Foundation. Proprio la fondazione dell’ex Presidente USA è riuscita a stabilire linee guida per garantire la qualità dei cibi destinati ai giovani, combattere l’obesità e ridurne i costi per la sanità pubblica.Coldiretti spiega: "L’accordo per impedire la vendita del cibo spazzatura (junk food) nelle scuole americane raggiunto dall’ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton è un concreto passo in avanti che va accompagnato dall’impegno per la diffusione di alimenti naturali come la frutta e verdura che garantiscono, senza ricorrere al laboratorio, l’equilibrio dietetico necessario per combattere l’obesità che si diffusa a macchia d’olio tra le giovani generazioni di tutto il mondo". L’accordo raggiunto grazie alla William J. Clinton Foundation è di tipo volontario ed acquista ancor più significato se si pensa che questo prevede severi limiti sul contenuto di grassi, zuccheri, sale e calorie negli snack venduti in macchinette, negozi o bar delle scuole da grandi gruppi come Kraft Foods, Mars, Campbell Soup, Danone e PepsiCo. Si tratta di nomi di primo piano, presenti anche sul mercato europeo e italiano.Dopo quello sulle bevande, questo nuovo accordo risulta importantissimo: "Dal punto di vista tecnico – precisa la Coldiretti – si prevede che non possano essere commercializzati nelle scuole Usa prodotti che hanno un contenuto in zuccheri superiore al 35 per cento del peso e quelli il cui contenuto calorico deriva per più del 35% da grassi e più del 10% da quelli saturi". Qualcosa dunque si muove dopo l’allarme globale sull’obesità, soprattutto per i ragazzi, confermato dall’ultimo Congresso Internazionale sull’Obesità.

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