Olimpiadi. Atene 1896-2004

Anedotti ai quali ai giorni d’oggi si fa quasi fatica a credere. Il maratoneta che vince la gara fermandosi in osteria per un bicchierino, o il campione di canottaggio dal cuore d’oro, primo al traguardo pur fermandosi al passaggio di una famigliola di anatroccoli. E che dire del “gentil sesso”? Nel ’36 un’atleta tesdesca, Dora Rayten, conquista la quarta piazza nel salto in alto. Niente male, se non fosse che dopo due anni si scopre che in realtà è un uomo. Ma non fu l’unico caso, Stella Walsh, atleta polacca naturalizzata negli states, rivela la sua vera “natura” solo dopo un tragico incidente. Nel 1980 viene infatti uccisa durante una rapine ed è l’autopsia che fa emergere la verità, era un uomo. Non sono da meno le due “sorelline” Press, che a Roma nel 1960 conquistano per l’Unione Sovietica l’oro negli 80 m ad ostacoli e nel lancio del peso. Non mancano infatti sospetti sulla reale femminilità delle atlete, ritiratesi dopo qualche anno proprio in seguito all’introduzione dei controlli sul sesso. E’ invece di due francesi, Philippe Boccare e Pascal Bouchert una delle più belle prove dell’edizione di Seul 1988. Gli atleti, forse fin troppo sicuri di vincere la gara di Kayak, si regalano un pisolino e non si svegliano in tempo per partecipare. A fare scalpore durante le olimpiadi di Sidney 2000 è invece un’iniziativa pubblicitaria. Un’azienda produttrice di prodotti contraccetivi, ha infatti regalato 11.000 preservativi a tutti gli atleti ed allentaotri. Un regalo alquanto gradito se pensiamo che a pochi giorni dal termine della manifestazione ne vennero chiesti altri 20.000. Niente sesso prima delle gare?

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