Olimpiadi, la Cina non mantiene le promesse

Il rapporto "Conto alla rovescia verso le Olimpiadi: le promesse mancate", valuta il comportamento delle autorità cinesi in quattro aree strettamente collegate ai valori fondamentali dell’Olimpismo: la persecuzione degli attivisti per i diritti umani, la detenzione senza processo, la censura e la pena di morte. E le conclusioni sono tutt’altro che incoraggianti, con la situazione dei diritti umani che negli ultimi mesi sarebbe addirittura peggiorata. Secondo Amnesty International, gli attivisti e i giornalisti locali che si occupano di diritti umani rischieranno infatti in modo particolare di subire persecuzioni durante lo svolgimento dei Giochi.

"Continuando a perseguitare e punire chi parla in favore dei diritti umani, le autorità cinesi hanno perso di vista le promesse fatte sette anni fa, al momento dell’assegnazione dei Giochi" – ha affermato Roseanne Rife, vicedirettrice del Programma Asia e Pacifico di Amnesty International. In merito, il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), Jacques Rogge, ha recentemente sostenuto che, grazie alla propria diplomazia silenziosa, il Cio è riuscito a ottenere varie riforme nel campo dei diritti umani, come le nuove norme sulla stampa estera.

"Apprezziamo il fatto che il Cio abbia riconosciuto di avere un ruolo sui diritti umani ma, data la situazione attuale, ci sorprende la sua fiducia nel fatto che la stampa estera potrà riferire liberamente e che non ci sarà censura su Internet", ha commentato Rife. "Ora ci aspettiamo che il Cio si esprima, quando le autorità cinesi violano i principi olimpici nel loro complesso".

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