Olio di oliva: ora l’origine è sull’etichetta

E’ infatti entrato ufficialmente in vigore il Decreto recante "Norme in materia di indicazioni obbligatorie nell’etichetta dell’olio vergine ed extravergine" che introduce l’etichetta Made in Italy sull’extravergine per combattere frodi e inganni. A ricordarlo è stata la Coldiretti, sottolineando inoltre che occorre attivare rapidamente un sistema di controlli negli stabilimenti per assicurare che tutti gli oli etichettati dopo il 17 gennaio rispettino le condizioni fissate dal Decreto.Tale Decreto prevede infatti che sulle confezioni di vergine ed extravergine siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l’olio, mentre se le olive sono state prodotte in più paesi, questi andranno tutti indicati in ordine di quantità decrescente, con la possibilità di multe fino a 9.500 euro per i trasgressori di ogni singola violazione. "Se l’extravergine in vendita nei prossimi giorni non riporterà queste indicazioni può significare – precisa la Coldiretti – che si tratta di olio straniero o ottenuto da miscugli di olive con origine anche diversa da quella nazionale. L’assenza di indicazioni sull’origine delle olive può invece significare due cose: o il mancato rispetto della legge o il fatto che si tratta di olio imbottigliato prima del 17 gennaio per il quale il decreto concede la possibilità di 18 mesi di tempo per la commercializzazione".

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