Olio d’oliva: origine olive nell’etichetta

A ricordarlo è la Coldiretti sottolineando che in tutta l’Unione Europea non sarà più possibile spacciare come Made in Italy l’extravergine ottenuto da miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine senza alcuna informazione per i consumatori."L’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle olive impiegate nell’extravergine in tutti i paesi europei è – spiega la Coldiretti – una risposta coerente alla necessità di combattere le truffe e di garantire la trasparenza alle scelte di acquisto dei consumatori. Un pericolo che ha un forte impatto negativo sui prezzi pagati agli agricoltori italiani che sono crollati al di sotto dei costi di produzione mettendo a rischio il futuro del settore".Nel 2008, si stima che l’Italia ha importato 485 milioni di chili di olio di oliva a fronte di una produzione nazionale pari a poco più di 600 milioni di chili. In altre parole, precisa la Coldiretti, quasi una bottiglia su due realizzata in Italia contiene olio proveniente da olive straniere.Il vero olio italiano sarà così riconoscibile da scritte come "ottenuto da olive italiane", "ottenuto da olive coltivate in Italia" o "100 % da olive italiane" mentre per i miscugli di provenienza diversa sarà specificato – precisa la Coldiretti – se si tratta di "miscele di oli di oliva comunitari", "miscele di oli di oliva non comunitari" o di "miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari".

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